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13 Dec

Costa Concordia, quanto ci costi, ma sopratutto, chi paga?

LaRedazione
20 settembre 2013
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Costa Concordia, quanto ci costi, ma sopratutto, chi paga?

L’impresa realizzata davanti all’isola del Giglio, con il raddrizzamento della Costa Concordia è stata veramente titanica, ed una volta terminata, l’attenzione dell’opinione pubblica si è subito spostata su altri argomenti che riguardano il futuro del relitto. Dopo le polemiche riguardanti il porto nel quale verrà effettuata la demolizione ed i tempi in cui si inizierà a lavorare, il nuovo argomento di discussione, che è destinato ad infiammare molto gli animi è quello dei costi del recupero della Concordia, e soprattutto chi si farà carica di questi, con i cittadini italiani molto attenti ad evitare di dover sborsare, anche indirettamente, dei soldi legati al disastro del gennaio 2012.

Per ora le notizie sono rassicuranti, in quanto tutto quello che riguarda i costi è tecnicamente a carico di Costa Crociere e di Carnival, coperti naturalmente dalle assicurazioni, e lo stato italiano non dovrebbe mettere mano al portafoglio. Il costo delle operazioni finora svolte per il recupero, 600 milioni di euro, ha già superato quello che fu il costo per la costruzione della nave, che fu di 450 milioni di euro nell’anno 2006 quando fu varata.

I numeri sono però sicuramente destinati ad essere incrementati, partendo già dalla tempistica per il raddrizzamento che è stata più lunga di quella prevista ed ha impegnato più maestranze. Al ” parbuckling ” sono state interessate circa 500 persone di diverse nazionalità. Il presidente dalla Carnival, Michael Tamm, ha dichiarato che sarà la sua compagnia a pagare le spese in qualità di proprietaria della Costa Crociere, e che buona parte di queste spese sono coperte dalle assicurazioni stipulate dalla stessa Carnival.

Tamm si è detto anche che per Carnival l’aspetto ambientale è uno dei primi punti presi in considerazione e che la sua società è fermamente intenzionata ad un ripristino dell’ambiente dell’isola del Giglio e delle sue acque, come si trovava prima del naufragio. Questo senza guardare all’aspetto finanziario del problema, ha aggiunto il presidente di Carnival. Una dei lavori più importanti dopo che la Concordia sarà spostata, riguarda la rimozione del ” falso fondale “ sul quale il relitto è stato fatto appoggiare dopo la rotazione e che contiene 16000 tonnellate di malta cementizia collocati in 1200 sacchi di materiale speciale.

Il successo dell’operazione di rotazione è stato completato anche dal fatto che non ci sono stati sversamenti in mare di sostanze pericolose, ed il fatto è stato sottolineato dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli, che ha tenuto anche a precisare che la ” parte ingegneristica ” del progetto di recupero della bave sia completamente di matrice italiana. Sull’argomento dei costi di recupero della Concordia si è espresso anche Ermete Realacci, nella trasmissione UnoMattina.

Secondo il presidente della ” commissione Ambiente ” di Montecitorio che si è detto soddisfatto della posizione della Carnival, sottolineando ancora una volta che anche i danni ambientali non dovranno costare un centesimo alla cittadinanza.

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