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12 Dec

Costa Concordia: ricerca dispersi e messa in sicurezza

LaRedazione
19 settembre 2013
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L’operazione di parbuckling – quella, per intenderci, che ha reso possibile la rotazione del gigante di Costa Crociere – non ha rappresentato, infatti, che il primo tassello di un piano ben articolato che consentirà di rimuovere la nave dallo specchio d’acqua su cui si affaccia l’isola del Giglio. Potrebbe volerci su per giù un anno, ma di cose da fare, nel frattempo, ce ne sono a bizzeffe.

Portato a termine con successo il processo di rotazione, che ha lasciato a bocca aperta il Bel Paese, ora il team di tecnici e di ingegneri dovrà lavorare sodo per mettere in sicurezza la Concordia, naufragata nel gennaio del 2012 per un inchino fin troppo azzardato dinanzi agli scogli dell’isola dell’arcipelago toscano. Solo adesso che il gigante è di nuovo in posizione verticale, può difatti partire la seconda fase dell’intricato progetto: il relitto della nave sarà ispezionato da cima a fondo, cosicché si possano valutarne in maniera accurata le condizioni.

Particolare attenzione sarà ovviamente prestata alla fiancata che, dalla notte del naufragio, è rimasta sommersa e incagliata sugli scogli del Giglio. Solo una volta conclusi questi esami si potrà entrare nel vivo del progetto e ripristinare lo scafo, mettendolo in sicurezza. Ma in cosa consisterà questa fase, la più delicata?

Affinché il gigante del gruppo Costa Crociere possa tornare a galleggiare – condizione necessaria perché lo stesso possa essere trasportato in un porto, smantellato definitivamente e rottamato – saranno installati, laddove lo squarcio provocato dagli scogli ha lasciato il ricordo di quella tragedia in cui persero la vita trenta persone, i cassoni che per il momento sono stati “parcheggiati” nei vari stabilimenti dell’azienda Fincantieri.

Serviranno, sostanzialmente, a “tappare” e a riempire le zone rimaste vuote, poiché praticamente schiacciate, della fiancata. Il che dovrebbe dare al relitto la spinta necessaria per galleggiare, semplificandone, quando sarà l’ora, le operazioni di traino. A quel punto, dicevamo, sarà già primavera: la Concordia sarà trasportata in un porto grande abbastanza per accoglierla – non è ancora stato scelto, ma quello di Piombino sembra essere in pole – e lì sarà smontata pezzo per pezzo.

C’è un’altra cosa importantissima da fare, però, in attesa che torni la bella stagione. E cioè ritrovare gli ultimi due dispersi nel naufragio dell’imponente nave: tra oggi e domani, un gruppo di operatori – tra sub e palombari – entrerà nel relitto con l’ordine di perlustrarlo in ogni suo centimetro quadrato. La speranza è quella di poter quanto meno “restituire” alle rispettive famiglie i corpi di Russell Rebello e di Maria Grazia Trecarichi.

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