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18 Dec

A 90 anni sposa la badante e muore. Per i figli è omicidio

LaRedazione - 20 agosto 2013
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20 agosto 2013
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A novanta anni sposa la badante di quarantacinque e muore: per i figli è omicidio, ma i dubbi andranno dissipati dalle indagini in via di svolgimento. Il fatto è avvenuto presso l’Isola del Giglio, al largo della Toscana in provincia di Grosseto. Protagonista, un uomo che due anni fa aveva sposato la sua badante, di quarantacinque anni più giovane di lui: l’anziano già da tempo viveva con la donna, originaria dell’Est Europa, e alla fine tra i due era nata una relazione che aveva portato al matrimonio.

Una decisione che già sul nascere era stata fortemente osteggiata dai figli dell’uomo, che vedevano solo motivazioni d’interesse dietro la scelta della donna, che per la differenza d’età non poteva a loro avviso essere interessata sentimentalmente al padre senza secondi fini. Il matrimonio però era stato ugualmente celebrato, e negli ultimi mesi la vita della coppia era trascorsa in maniera tranquilla, anche se non appena avvenuto il decesso del novantenne, i figli dell’anziano hanno immediatamente sottolineato alcuni comportamenti che la moglie aveva tenuto, a loro parere con il fine di minare la già fragile salute del marito. Ad esempio, nel corso di alcune gite al mare nell’isola, l’uomo era stato esposto per lungo tempo al sole senza protezioni, e per questo fatto la famiglia aveva già presentato un esposto presso la polizia dell’Isola del Giglio, per sottolineare come i comportamenti della donna potessero mettere a repentaglio la salute dell’uomo. A partire da questo episodio, avvenuto nello scorso mese di luglio, le condizioni del novantenne si erano progressivamente aggravate, fino ad arrivare alla morte avvenuta la scorsa settimana.

La famiglia non si rassegna a quanto accaduto, e ha ufficialmente chiesto che l’ex badante e moglie venga formalmente incriminata con l’accusa di omicidio volontario. Un’accusa piuttosto pesante, anche perché ai tempi del matrimonio, nonostante le proteste della famiglia che aveva denunciato la donna per circonvenzione d’incapace, era stata effettuata una perizia che aveva attestato come l’anziano promesso sposo fosse perfettamente capace di intende e di volere, e che dunque il matrimonio non venisse celebrato contro la sua volontà. Per far luce sulla vicenda dunque sarà necessario attendere l’esito dell’autopsia: solamente l’esame autoptico infatti potrà chiarire se l’uomo sia stato effettivamente esposto ad incuria e maltrattamenti, che ne abbiano dunque causato in maniera più o meno diretta la morte, oppure se i comportamenti della giovane moglie non abbiano in nessun modo influito sul decesso, avvenuto quindi per cause inevitabilmente legate all’età avanzata. Di sicuro, il caso continuerà ancora per un po’ a riempire le pagine della cronaca nazionale.

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