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23 May

Arrestato in Francia Burzum. Stava progettando una strage?

LaRedazione - 17 luglio 2013
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17 luglio 2013
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Arrestato in Francia Burzum. Il musicista norvegese, all’anagrafe Varg Vikernes, ma meglio noto con il nome della band black metal di cui è il fondatore e il solo membro fisso, è stato fermato stamane – martedì sedici luglio – nella sua fattoria a Salon-la-Tour, nel dipartimento della Corrèze, dove vive con la famiglia (moglie e tre figli). Stava progettando una strage? L’accusa è proprio questa. Sembra infatti che la polizia si sia messa sulle sue tracce dopo l’acquisto, operato da sua moglie, di ben quattro fucili. ‘Burzum’ e consorte frequentano un poligono di tiro, al quale sono regolarmente iscritti, e l’acquisto è stato legale, ma gli accertamenti proseguono e i due sono ritenuti ‘potenzialmente pericolosi’.

Vikernes ha infatti diversi precedenti penali, anche gravi. Negli anni Novanta è stato riconosciuto colpevole dell’incendio doloso di tre chiese, e nel 1993 è stato condannato a ventuno anni di carcere (poi ridotti a sedici) per l’assassinio di Øystein Aarseth detto ‘Euronymous’, altro musicista black metal, della band dei Mayhem.
Varg Vikernes è inoltre da sempre vicino ad ambienti di estrema destra, e non è nuovo a esternazioni – raccolte sul suo blog – razziste, xenofobe e neonaziste. I testi dei suoi Burzum schiudono le porte a un immaginario neopagano, impregnato di leggende e tradizioni nordiche, e la musica che li accompagna è spesso violenta e ipnotica (a parte una svolta ‘ambient’ maturata in carcere, dove registrò due album).
Sembra poi che ‘Burzum’ sia stato tra i destinatari (una lista di circa trecentocinquanta persone) del cosiddetto ‘manifesto’ di Anders Breivik, il responsabile della strage di Utoya, nell’estate di due anni fa. Oltre mille deliranti pagine grondanti xenofobia e razzismo. Anche questa circostanza avrebbe messo in allarme la polizia.
Personaggio decisamente controverso e dai molti lati oscuri, Vikernes resta quindi intrappolato nel suo passato turbolento, dal quale non riesce a venir fuori. Continua a camminare sul filo del rasoio e a far parlare di sé, fino appunto all’arresto di oggi, e all’accusa di progettata strage.

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