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14 Dec

Chrysler ora è tutta della Fiat, Boom in Borsa per il Lingotto

LaRedazione
2 gennaio 2014
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Chrysler ora è tutta della Fiat Boom in Borsa per il Lingotto

La notizia, che era già stata battuta dalle agenzie, dell’acquisto da parte di Fiat del 41% della Chrysler ancora in mano a ” Veba “ aveva già fatto presagire un consistente aumento del valore delle azioni della azienda della famiglia Agnelli, ed all’apertura della Borsa di Milano, il titolo ha fatto registrare subito un boom eccezionale, tanto da essere sospeso per eccesso di rialzo.

Dopo la riammissione agli scambi le azioni Fiat hanno avuto un incremento pari al 13,04% fissando il prezzo a 6,77 euro per azione. La notizia dell’accordo era stata data nella serata di lunedì da parte della casa del ” Lingotto “, precisando che la Fiat North America, che è interamente sotto il controllo della società torinese, acquisirà la partecipazione i Chrysler della Veba, con la chiusura dell’operazione prevista entro il prossimo 20 gennaio.

La quota della Veba è stata valutata 3,65 miliardi di dollari, e nella nota si legge anche che non ci saranno degli aumenti di capitale. Dichiarazioni di grande soddisfazione sono state rilasciate sia da parte del presidente di Fiat, John Elkann, che da parte dell’AD Sergio Marchionne.

Il presidente ha sottolineato come l’operazione odierna sia il completamento di una operazione che era iniziata nel 2009, completamento nel quale la casa torinese confidava da tempo e che arriva dopo che il lavoro compiuto nel corso dei quattro anni e mezzo ha dato i suoi frutti con dei risultati che premiano il lavoro ed il grande impegno che tutti gli attori hanno messo in questa avventura oltreoceano della casa automobilistica italiana. Sergio Marchionne ha voluto ribadire la posizione di ” costruttore globale ” che ricopre la casa torinese, definendo l’accordo raggiunto come un momento storico molto importante non solo per Fiat ma per tutto il mondo industriale italiano.

Nello stesso tempo il management della Fiat ha tenuto a chiarire tutti i lati dell’operazione, con una lettera che è stata trasmessa a tutti i dipendenti del gruppo, in cui si chiede fiducia nell’operazione, ribadendo nello stesso tempo l’impegno a sviluppare l’azienda in ogni parte del mondo in modo da offrire a tutte le maestranze un futuro migliore. Le reazioni della politica e dei sindacati all’accordo non si sono fatte attendere e sono state positive.

Secondo Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia del governo Letta, questo accordo rimarca ancora una volta la capacità industriale dell’Italia ed è un tassello che va ad incrementare la ripresa in atto, collegandosi agli altri che il governo aveva già evidenziato. Dello stesso tenore la dichiarazione di Raffaele Bonanni del sindacato Cisl, il quale rivendica l’appoggio sempre dato dal suo sindacato alle operazioni di Sergio Marchionne, chiamando ad una autocritica chi aveva definito sbagliata la posizione di Fiat.

Secondo Bonanni con questo accordo si avranno ripercussioni positive anche per quanto riguarda la situazione dei dipendenti italiani di Fiat, in quanto si potrà spostare parte della produzione data la saturazione produttiva dei siti industriali statunitensi.

Dunque, Fiat, acquisirà l’intera partecipazione detenuta dal VEBA e le azione del gruppo torinese segnalano già un boom senza precedenti.

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