0 Shares 13 Views
00:00:00
14 Dec

Boston: i due attentatori sono ceceni, è caccia all’uomo!

19 aprile 2013
13 Views

Sono passati pochissimi giorni dall’attentato di Boston e le indagini hanno fatto passi da gigante! L’America, però, si è svegliata con un nuovo incubo: la sparatoria al MIT. Un poliziotto è stato ucciso durante lo scontro nella cittadina di Watertown e l’FBI ha circondato l’edificio riuscendo a prendere, purtroppo ferito gravemente (morirà in ospedale), uno dei due attentatori della maratona di Boston.

Sì, sono due i ragazzi che hanno devastato la vita di tane famiglie! Due giovani fratelli ceceni di 19 e 26 anni di religione islamica; il maggiore dei due è Tamerlan Tsarnaev (quello morto nella sparatoria), l’altro si chiama Dzhokhar A. Tsarnaev, studente della Cambridge Ringe and Latin school, fuggito subito dopo la sparatoria su un suv, abbandonando il fratello moribondo. I due attentatori indossavano uno zainetto con all’interno pentole a pressione trasformate in bombe artigianali.

Presumibilmente avevano intenzione di mettere in atto una nuova strage con lo stesso metodo attuato durante la maratona! Il movente? La polizia di Boston dichiara che siamo di fronte a semplici atti di amore verso il terrorismo e la carneficina. Il ceceno ucciso pubblicava su YouTube video di ispirazione terroristica e postava su Facebook: “non ho nessun amico americano, non mi capiscono”.

Ora tutti gli accessi alla città di Boston e alla cittadina di Watertown sono blindati! Tutti i trasporti e i servizi pubblici sono in fase di stallo e le attività non possono riprendere fino a nuovo ordine, soprattutto per quanto riguarda le università di Harvard e il MIT.

È iniziata la caccia spietata all’assassino. L’FBI tra l'altro, già prima della sparatoria al MIT, aveva diffuso la foto del presunto attentatore e, grazie all’aiuto del Boston Globe, che ha diffuso la notizia sullo scontro a Watertown, le indagini si sono fatte più serrate e stanno ora arrivando ad una conclusione. Anche tutta la cittadinanza è stata coinvolta e invitata a rilasciare qualsiasi informazione sui due ragazzi nel caso qualcuno ne avesse.

L’esigenza di porre presto fine a questo incubo, che ha risvegliato terribili ricordi sepolti ormai da 12 anni, è estrema. Speriamo che la giustizia possa fare il suo corso senza ulteriori degenerazioni.

Lea Stazi

Vi consigliamo anche