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17 Dec

Brescia, prete lascia 800mila euro alla badante. Diocesi furiosa

LaRedazione - 19 agosto 2013
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19 agosto 2013
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Il testamento di Don Giulio Gatteri, parroco di San Sebastiano, nella cittadina bresciana di Lumezzane, finisce in tribunale. La prossima settimana infatti si terrà una udienza al Tribunale civile di Brescia, con la Diocesi che ha chiesto di bloccare il testamento. Nelle ultime volontà del parroco, morto nello scorso mese di aprile a 75 anni, c’è un lascito per la badante moldava, Valentina, che gli è stata accanto negli ultimi dodici anni.

La Diocesi però si oppone e forte delle assicurazioni ricevute da Don Giulio prima della sua scomparsa, che prevedevano un lascito alla parrocchia, chiede al tribunale di bloccare l’eredità della badante. La Diocesi sostiene anche che parte di quella somma provenga non da fondi propri del parroco, ma da offerte dei fedeli a favore della parrocchia, solitamente una delle più generose dell’intera diocesi. Prima della sua morte il parroco di San Sebastiano aveva dato precise istruzioni alle persone che collaboravano con lui, indicando dove avrebbero trovato le sue ultime volontà, una cartellina gialla, e che questa era nel suo studio. Dopo la sua morte invece della cartellina nessuna traccia, mentre è stato rinvenuto un testamento che don Giulio aveva scritto di suo pugno e nel quale lasciava tutto alla badante Valentina.

L’intera faccenda, su segnalazione del vescovo, arriva quindi in tribunale, dove sarà esaminata a partire dal prossimo martedì. In quella occasione si discuterà se e come procedere al blocco della successione a favore della badante moldava e congiuntamente al sequestro dei beni. La richiesta, per conto della diocesi, è stata presentata formalmente da don Roberto Ferazzoli, che è il reggente provvisorio della parrocchia di San Sebastiano. L’attuale parroco, originario di Manerbio, è stato in passato anche cappellano della scuola di polizia Polgai. La motivazione tecnica della richiesta è data da un bonifico che Don Giulio prima di morire aveva fatto dal conto bancario della parrocchia al suo personale, senza chiedere l’autorizzazione del Vescovo, necessaria in questi casi. In parrocchia ci sono vari punti di vista: le persone che sono state più a contatto con don Gatteri sono convinte che il parroco abbia agito in perfetta buona fede, in quanto Don Giulio usava tenere le offerte ricevute dai fedeli sul suo conto corrente per poterli gestire più velocemente nell’ambito dei pagamenti legati ai lavori eseguiti nella parrocchia.

A nessuno dei collaboratori pare possibile che don Giulio avesse mire sul denaro. Alcuni dubbi però restano, e sono legati sia alla dimensione dei beni personali del parroco, all’ultimo bonifico non regolare ed al testamento olografo rinvenuto dopo la morte e del quale nessuno era a conoscenza. La parola ora passa alla legge ed agli avvocati.

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