E’ morta Chiara Lubich

E’ morta Chiara Lubich -fondatrice e presidente del Movimento dei Focolari- a Rocca di Papa, proprio nel Centro Mariapoli, sede del movimento.

Silvia, questo il nome di battesimo- nasce nel 1920 a Trento e visse infanzia e adolescenza in condizioni di estrema povertà.

Dopo gli studi universitari, portati avanti con grandi sacrifici ma con un enorme amore -gli stessi sentimenti che l’hanno accompaganta fino alla morte- si consacra a Dio, nel silenzio solitario di una cappella, e sceglie di chiamarsi Chiara, in onore della santa di Assisi: "Alzai gli occhi e risposi di sì" è la sua testimonianza.

E proprio il giorno del suo laico consacramento è considerato la data d’inizio del movimento: 7 dicembre 1943. Siamo in pieno conflitto mondiale: la sua casa natale sarà distrutta dai bombardamenti.

Nel 1948 incontra "Foco", soprannome da lei dato al giornalista e deputato democristiano Igino Giordani, grazie al suo grandissimo contributo "all’incarnazione nel sociale della spiritualità".

Tuttavia bisogna attendere gli anni ’90 per l’approvazione degli statuti che riconoscono i focolarini come movimento della chiesa cattolica: questa avverrà sotto il pontificato di papa Giovanni Paolo II.

Oggi i Focolarini sono un gran fenomeno nella Chiesa odierna (oltre 2 milioni di aderenti), simbolo dell’amore e della dedizione della fondatrice, una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso ed interculturale.

Una donna -in un mondo che sembra tutto maschile!- che ha tratto della sua storia fatta di povertà, guerra e devastazione, la possibilità e l’annuncio di una storia di pace, dialogo ed amore.