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13 Dec

E’ morto a Roma Alberto Bevilacqua. Era malato da tempo

LaRedazione
9 settembre 2013
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Era malato da tempo lo scrittore di Parma, che aveva conquistato la ribalta delle cronache letterarie negli anni sessanta con il suo romanzo ‘La Califfa’. Aveva settantanove anni, Bevilacqua, e finché la malattia glielo aveva permesso, era rimasto uno dei protagonisti della vita culturale italiana, anche se il suo ultimo anno di vita era stato prevalentemente segnato dal contenzioso con la clinica Villa Mafalda a Roma, nella quale lo scrittore era stato ricoverato alla fine dell’anno scorso: e proprio durante la permanenza a Villa Mafalda le sue condizioni si erano aggravate a causa di uno scompenso cardiaco e di una insufficienza respiratoria, condizioni che lo avevano portato ad essere bisognoso di cure praticamente continue.

La famiglia aveva incolpato la casa di cura, ed ora, dopo la sua morte avvenuta nella notte tra domenica e lunedì, ha richiesto l’autopsia per fare luce sulle cause del decesso, contestando anche il fatto che la clinica non aveva concesso il trasferimento in una struttura sanitaria pubblica, che era stato precedentemente richiesto. Ad ogni modo Bevilacqua sarà sicuramente ricordato, e a lungo, per la sua attività di sceneggiatore e scrittore, una carriera iniziata quasi sessant’anni fa, quando nel 1955 riuscì a catturare l’attenzione di Leonardo Sciascia, con lo scrittore siciliano colpito dalla raccolta di racconti ‘La Polvere sull’Erba’, il che diede il via ad una lunga carriera letteraria, particolarmente ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti.

Tra i quali non possono non essere citati il Premio Campiello, il Premio Strega ed il Premio Bancarella, tre dei maggiori riconoscimenti per gli scrittori in Italia, assegnati rispettivamente alle opere di Bevilacqua ‘Questa specie d’amore’, ‘L’occhio del gatto’ e ‘Un viaggio misterioso’, con il Premio Bancarella conquistato anche più recentemente, nel 1991, con I Sensi Incantati.

Il cinema era un amore altrettanto grande per Bevilacqua, che era riuscito a trasformare in un film uno degli ultimi best seller della sua carriera, quando alla fine degli anni novanta il suo ‘Gialloparma’ trovò la trasposizione cinematografica in un film da lui stesso diretto, con la sua ultima compagna di vita, Michela Miti, tra i protagonisti. E’ stata proprio Michela Miti nella mattinata di lunedì nove settembre a ricevere, dal personale medico della clinica nella quale Bevilacqua era ricoverato, a ricevere la notizia del decesso avvenuto nella notte dello scrittore. Tre anni fa Bevilacqua era stato insignito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce. Dopo l’autopsia, saranno effettuate le esequie dello scrittore, che resta nel cuore degli appassionati di letteratura una delle grandi penne del secondo Novecento italiano.

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