Ennesima dalla scuola: Prof fuma in classe

L’ultima dalle scuole italiane si può vedere nell’ennesimo filmato You Tube: un professore fiorentino, Alberto Borchielli 57 anni, fuma in classe.

I ragazzi della III A hanno registrato tutto e in sottofondo si sente la vocina di un qualche studente dire che è una canna; scoppia l’interrogativo "canna sì, canna no" e messi alle strette tutti concordano trattasi di sigaretta.

"L’insegnante panzone"
, come lo chiamamo i suoi studenti, è ( o meglio dire, era) un professore di educazione fisica e vista l’inagibilità della palestra ha condotto tutti in classe. Da qui la brillante idea di fumarsi una sigaretta fra l’ilarità degli alunni. Scattata l’inchiesta, interrogatorio della polizia e lo studente- regista in lacrime che spiega "si trattava solo di uno scherzo".

Sospensione del professore da parte del preside che verrà confermata dalla direzione scolastica regionale. Il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi si augura che "il ministro dell’Istruzione intervenga per mandare a casa questo professore". Provvedimenti disciplinari anche per lo studente che ha filmato il gesto del professore e per la studentessa che lo ha inserito in internet.

Intanto gli alunni difendono Borchielli a spada tratta "é uno di noi, un nostro compagno di classe" . Forse è questo il problema, il professore ha già fatto la scuola e dovrebbe insegnare non essere un compagno di classe.

La scuola scricchiola e non è solo un fenomeno italiano.

La pratica di registrare furtivamente in classe alunni e insegnanti con il cellulare è nata in Inghilterra nel 2004, si chiama "happy slapping" ("schiaffo allegro").

In Francia, il Ministero dell’Istruzione ha registrato un aumento delle violenze del 25% e ha distribuito manuali di sopravvivenza ai professori impiegati nelle "scuole calde".

In Germania sono state "arruolate" delle guardie private all’interno delle scuole nel quartiere di Neukoelln a Berlino con un sondaggio che vede il 71% dei berlinesi a favore dell’iniziativa e che auspicano l’allargamento del provvedimento anche ad altri quartieri.

La Spagna reagisce con un programma di inserimento di operatori sociali per aiutare gli alunni in difficoltà a mantenere un comportamento corretto e non violento.

In America ormai le sparatorie negli istituti scolastici sono all’ordine del giorno, previa dichiarazione filmata dell’ omicida-suicida reperibile in qualche sito internet.

Il mio pensiero raggiunge Daniel Pennac e le sue riflessioni, prima da alunno e poi da insegnante, contenute nel libro "Diario di scuola". Alla voglia di norma e alle spiegazioni pedagogiche, Pennac risponde che l’unica medicina per la scuola è l’amore per l’insegnamento "ai nostri studenti". Ne consiglio la lettura e per una volta di chiudere la pagina YouTube.