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Attentato Boston: ordigni ‘fatti in casa’ e lettere velenose

Gianfranco Mingione
18 aprile 2013
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Sono passati 3 giorni dalle esplosioni avvenute alla storica maratona di Boston. Le immagini del brutale attentato scorrono sul web e in TV e la paura del terrorismo dietro l’angolo è viva nel popolo americano. L’FBI e la polizia hanno annullato la conferenza stampa delle 17 di ieri (le 23 in Italia). Il motivo è riconducibile ad un allarme bomba nell’edificio della corte federale, il John Joseph Moakley building.

Bombe fatte in casa. Secondo le fonti riservate della CNN, gli inquirenti starebbero dando maggiore peso all’ipotesi che, a colpire, potrebbe essere stato un “lupo solitario” e non un gruppo o commando organizzato. Siamo agli inizi e le indagini, come ovvio che sia, percorrono senza sosta tutte le piste possibili. Per ora gli unici dati certi riguardano la composizione degli ordigni esplosi vicino al traguardo: bombe confezionate in oggetti noti alla nostra quotidianità, pentole a pressione da 6 litri contenenti materiale esplosivo artigianale e un mix tremendo di chiodi, schegge di metallo e viti, a conferma della volontà degli esecutori di provocare mutilazioni e ferite atroci. Il tutto sarebbe stato innescato con un timer da cucina.

C’è posta per Obama. Intanto fioccano pacchi e lettere velenose. Dopo quella recapitata al senatore Wicker, contenente tracce di ricina (una sostanza velenosa letale per l’uomo) sempre secondo la CNN un’altra lettera del genere è stata intercettata dallo US Postal Service, e sarebbe stata recapitata al presidente Obama.

Il “lupo solitario”. Nel seguire la pista del “lupo solitario”, viene in mente l’ attentato che ha per protagonista il folle omicida Anders Behring Breivik, che da solo posizionò un furgone carico di esplosivi nel centro di Oslo, provocando la morte di otto persone. Non contento si diresse, sempre in solitaria, sull’isola di Utoya, dove cominciò a sparare all’impazzata contro giovani ragazzi impegnati in una convention politica. Il 24 agosto il folle attentatore è stato condannato alla pena massima di 21 anni, che potrà essere prolungata indefinitamente.

Da gruppi terroristici organizzati militarmente come Al Qaida a lupi solitari che agiscono in maniera isolata, senza legami o complici, ma in nome di una voglia liberatrice spesso ispirata a ideologie razziste.

[foto: www.agi.it]

Gianfranco Mingione

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