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17 Dec

Evasione fiscale: Apple si difende ‘rispettiamo le regole’

Michela Fiori - 14 novembre 2013
Michela Fiori
14 novembre 2013
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Un miliardo e sessanta milioni sottratti al fisco italiano tramite la Apple Sales International azienda con sede legale in Irlanda. Questa l’ipotesi accusatoria portata avanti dalla procura di Milano che ha portato alle perquisizioni della sede Apple del capoluogo milanese. Ma Cupertino non ci sta e afferma la propria correttezza: “Apple paga ogni euro e ogni dollaro che deve in tasse – dichiara a Bloomberg – e siamo sotto revisioni costanti da parte dei governi di tutto il mondo. Le autorità italiane hanno già controllato Apple Italia nel 2007, 2008 e 2009, confermando che siamo del tutto in linea con la documentazione OECD e le richieste di trasparenza. Siamo certi che gli attuali controlli porteranno alle stesse conclusioni”.

Secondo la procura milanese, Apple tra il 2010 e il 2011 avrebbe alterato i documenti fiscali per ridurre l’imponibile di un miliardo di euro circa. In base all’ipotesi di accusa portata avanti dal sostituto procuratore Adriano Scudieri e dall’aggiunto procuratore Francesco Greco i guadagni fatti in Italia sarebbero stati illecitamente condotti alla filiale irlandese.

Il problema delle multinazionali del Web che pur operando commercialmente in Italia hanno sede fiscale altrove (spesso in Irlanda  o in Lussemburgo dove la tassazione è nettamente inferiore a quella italiana) è un problema annoso che grava sul fisco e sull’economia italiana. Per ovviare a tale problema in Italia e in altri Paesi si sta discutendo sull’approvazione di una Google tax (dall’omonimo gigante del Web), una tassa che obbligherebbe le filiali delle imprese operanti sul web che operano su suolo italiano a fatturare in Italia gli introiti ottenuti. La legge fa parte di un emendamento alla Legge di Stabilità ora in esame al Senato.

 

[foto: espresso.repubblica]

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