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13 Dec

Google assolta in Cassazione per il video del disabile maltrattato

LaRedazione
18 dicembre 2013
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Google assolta in Cassazione per il video del disabile maltrattato

Confermata l’assoluzione per Google che il 24 febbraio del 2013 furono condannati a sei mesi di reclusione in merito alla diffusione, sul motore di ricerca, del video di un disabile maltrattato dai compagni di scuola.

Era settembre del 2006, quando la clip in questione venne caricata su Internet: una volta denunciata l’esistenza, sul web, di un filmato così crudo e poco educativo, il procedimento penale iniziò praticamente subito. Nella prima fase, conclusasi nello scorso mese di febbraio, i manager del motore di ricerca erano stati condannati a sei mesi di carcere: l’accusa mossa loro era quella di aver favorito la diffusione del terribile video, che mostrava una serie di ragazzini intenti a maltrattare, fisicamente e verbalmente, fino quasi allo sfinimento, un loro compagno di scuola affetto da una grave forma di autismo.

L’errore contestato agli imputati fu quindi praticamente quello di non aver preso visione dei contenuti della clip prima di approvarne la pubblicazione. A finire nel mirino erano stati, lo ricordiamo, il presidente della divisione italiana di Google, David Drummond, il responsabile europeo della privacy per conto dell’azienda in questione, Peter Fleischer, e uno dei membri che, all’epoca facevano parte del consiglio di amministrazione del colosso Google, ovvero George De Los Reyes.

Tutti rei, a detta dei magistrati che si occuparono inizialmente del caso, di non essersi minimamente preoccupati di rispettare le norme in materia di violazione della privacy formulate nel 2003.

Fu ritenuto un fatto molto grave, ovviamente, che il video mostrasse chiaramente il volto del bimbo disabile, deriso da coloro che frequentavano la sua stessa scuola: i compagni del piccolo, come si evince chiaramente dalla sequenza scandalo che nel giro di pochi giorni finì col fare letteralmente il giro del web, gli lanciavano senza pietà una serie di oggetti addosso, offendendolo di continuo, fino a fargli addirittura cadere gli occhiali per terra.

Gli internauti rimasero, per ovvie ragioni, di stucco. Ed esultarono quando, in primo grado, nel 2010, i manager di Google si beccarono la condanna a sei mesi di reclusione. Ora, però, proprio a un passo dalla prescrizione, la sentenza è stata ribaltata. La Cassazione ha difatti sostanzialmente confermato quello che già la Suprema Corte aveva sostenuto, e cioè che il fatto non sussisteva e che i tre imputati non meritavano di essere perseguiti legalmente.

Per sapere perché, però, bisogna aspettare ancora un mese: solo a gennaio, infatti, i giudici della Cassazione potranno rendere note le motivazioni che li hanno spinti ad assolvere Google nell’ambito del processo volto a rendere giustizia al bambino disabile schernito e maltrattato in quel terribile video.

 

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