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15 Dec

Lite per gli affitti non pagati: uomo getta dalle scale bimbo di un anno

LaRedazione
23 agosto 2013
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E’ successo mercoledì nel padovano, verso le nove di sera durante una lita condominiale tra proprietari e locatari per degli affitti non pagati. Sembrava una semplice lite, una disputa per far valere le rispettive ragioni, ma in via Bazzecca si è sfiorata la tragedia: infatti, un ventottenne italiano, figlio dei proprietari del locale, stanco forse della lite dei suoi genitori con i locatari ha scaraventato il loro bambino dal pianerottolo di casa. Un volo di qualche metro ma, fortunatamente, il piccolo è rimasto illeso.

L’uomo che già da tempo soffriva di problemi psichiatrici non è stato arrestato dai carabinieri ma condotto nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Padova. Viste le sue condizioni mentali, al momento e forse anche in futuro, non sarà preso nessun tipo di provvedimento. E ora tutti si domandano: può una lite scaturita da un mancato pagamento provocare un gesto del genere?

Il web si scaglia inesorabile nei confronti di quest’uomo di ventotto anni. C’è chi vorrebbe pene severe per lui e chi parla di pena di morte. Siamo abituati a questo genere di processi, però vorremmo allargare il discorso verso un’altra direzione, o meglio, la sicurezza del cittadino. Individui psicopatici dovrebbero restare in strutture apposite e non partecipare di certo a liti condominiali.

Per molti l’origine del problema è la legge 180 o meglio la Legge Basaglia, che portò alla chiusura dei manicomi. Secondo queste persone i matti dovrebbero stare rinchiusi nei manicomi. Non possiamo obiettare niente a questa ipotesi, anche se bisogna capire bene quale sia il manicomio, quello istituzionale della vita di tutti i giorni, o quello clinico dove il paziente dovrebbe ricevere le cure per il suo rientro in società. Ed è proprio qui il nocciolo del problema: purtroppo, molto spesso, anzi quasi sempre, i manicomi erano luoghi di pena e di torture morali e fisiche, e di certo i pazienti non avevano nessun tipo di beneficio a stare in quelle strutture.

Un passo dovrebbe essere la costruzione di cliniche ampiamente specializzate dove ricoverare queste persone. Oltre a un’attenta analisi di chi deve stare in società. Perché quest’uomo di ventotto anni era già in cura psichiatrica, ma qualcuno ha voluto che restasse in giro. Ecco, chiediamo ai medici competenti più attenzione, di assicurarsi bene sulle condizioni psicologiche di un individuo prima di farlo stare in mezzo alla gente. L’unica nota positiva di questo brutto fatto di cronaca è che il bambino sta bene e che per i genitori s’è trattato soltanto di una grande paura.

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