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14 Dec

Massimo Ciancimino ci ricasca: di nuovo indagato

Emanuele Calderone
29 maggio 2013
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Verrebbe quasi da dire: "tale padre, tale figlio". Massimo Ciancimino, figlio di Vito, l'ex sindaco di Palermo colluso con la Mafia, è stato arrestato nella sua città natale dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Ferrara.

L'accusa a carico dell'uomo è piuttosto pesante e riporta alla mente le gesta di Ciancimino Senior: il gip bolognese, che ha ordinato l'arresto, contesterebbe all'imprenditore i reati di associazione a delinquere e di evasione fiscale; non riconosciuto, invece, il reato di favoreggiamento a Cosa Nostra. Il tutto è legato al commercio dell'acciaio, attività alla quale Ciancimino si è interessato dal 2007 al 2009.

Assieme al palermitano, è stato iscritto nella lista degli indagati anche il commercialista calabrese Girolamo Sangi: i due uomini avevano attirato l'attenzione degli inquirenti nel 2010, a causa di un assegno di centomila euro.

L'accusa contesterebbe a Ciancimino il fatto di essere a capo di svariate società che avrebbero evaso l'IVA per circa trenta milioni di euro.

L'uomo, venuto a conoscenza dei fatti, si è subito difeso, dichiarando: "Sono una vittima di questa vicenda e ho anche subito un danno di 500 mila euro da chi mi ha truffato".

A difesa di Massimo arriva anche l'avvocato Roberto D'Agostino, che afferma: "C'è una stranezza in tutto questo relativa alla tempistica. Vorrei sapere qual è la possibilità di reiterazione del reato. Dove sono le esigenze cautelari? Si tratta di fatti cristallizzati al 2009. Non è una misura cautelare che può rimanere in piedi più di tanto. Davanti al Riesame non resisterà".

Come andrà a finire non lo possiamo ancora sapere, viene però da pensare a come, qualora questa storia venisse confermata da prove schiaccianti, certe persone non riescano proprio ad imparare dai propri errori.

[foto: blogo.it]

Emanuele Calderone

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