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18 Dec

Oklahoma: riparte la vita dopo il tornado

Gianfranco Mingione - 23 maggio 2013
Gianfranco Mingione
23 maggio 2013
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“Più potente di una bomba atomica”. La vita riparte, riprende il suo corso con gli abitanti che tentano, dopo la furia che tutto ha spazzato via, di ricostruire case, attività commerciali, infrastrutture. Il bilancio in termini di vite umane è altissimo: a Moore, cittadina a sud di Oklahoma City, si piange per le piccole dieci vittime, tra le quali ci sono due neonati di sette e tre mesi. Strappati alla vita ancora in fasce o nei primi anni della loro vita. Dalle vite umane al bilancio dei danni economici il passo è breve, visto che la distruzione è sotto gli occhi di tutti: tre miliardi di dollari e oltre 2000 case danneggiate. Le persone colpite sono diecimila. Una distruzione che i meteorologi definiscono più potente degli effetti di una bomba atomica, con un'energia rilasciata a terra, dopo il passaggio del tornado, da 8 a più di 600 volte la potenza dell’atomica che ha distrutto Hiroshima.

Domenica ci sarà anche il presidente Obama a rendere omaggio alle vittime e al territorio. Intanto la ricostruzione non tarda a ripartire, soprattutto da queste parti, dove sono abituati ad eventi del genere. Inizia anche il tempo delle polemiche, sui media e sul web, come quella legata alla mancanza di una rifugio di sicurezza nella scuola in cui sono morti alcuni dei bambini, la Plaza Towers Elementary School”. Sul web sono molti i commenti di persone che non riescono a spiegarsi come sia possibile non adeguare gli edifici residenziali, pubblici e le infrastrutture a calamità naturali del genere. L’Ansa riporta la dichiarazione del Director of Emergency Management dell'Oklahoma, Albert Ashwood, che evidenzia, ancora una volta, come accade troppo spesso anche nel nostro paese, che il problema della sicurezza è legato a quello della mancanza di investimenti: “Al momento solo 100 scuole nello Stato hanno al loro interno queste stanze a prova di tornado, con strutture in metallo rinforzato. Ma speriamo che dopo la tragedia di Moore, con il crollo della Brianwood e della Plaza Tower Elementary School si pensi a mettere in sicurezza tutta la rete scolastica”.

Morale della favola? Non c'è America che tenga, tutto il mondo è paese, soprattutto nel commettere errori evitabili, purtroppo.

Gianfranco Mingione

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