0 Shares 15 Views 1 Comments
00:00:00
12 Dec

Papa Francesco: ‘No alla liberalizzazione delle droghe leggere’

LaRedazione
25 luglio 2013
15 Views 1

Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, in visita a Rio de Janiero, Brasile, durante il suo toccante discorso si rivolge ai giovani dipendenti dalle droghe, usando per loro parole di conforto. Insomma, la Chiesa è vicina alle vittime e vicino a chi soffre, ma il messaggio del Papa è chiaro: no alla liberalizzazione di qualsiasi tipo di droghe, siano esse pesanti o leggere. Per il Vaticano le battaglie più dure molto spesso riguardano i giovani e il loro mondo: la sensibilizzazione sul sesso, le campagne contro l’aborto e l’uso dei profilattici, tutti argomenti che toccano da vicino l’universo dei giovani. Insomma il caro e vecchio trittico: sesso, droga e rock ‘n’ roll.

E la Chiesa non può sottostare, non può abbassare il capo, non può aderire a campagne politiche che in alcuni paesi del mondo (e spesso anche nel nostro paese se n’è parlato) cercano di legalizzare le droghe come se fossero noccioline. La droga è e resta illegale. Tra l’altro è interessante notare che il discorso di Papa Francesco (questo argentino che è entrato nel cuore di tutti per i suoi modi pacati e per la sua lotta contro gli sprechi della Chiesa) arriva proprio quando, secondo i dati del dipartimento sul consumo delle droghe, è stato riscontrato un aumento della cannabis in uso fra i giovani. Giovani di ogni parte del mondo, dai quartieri di Scampia alle favelas del Brasile.

Secondo il Papa è necessario avere a cura la sorte dei tossicodipendenti, e si batte contro i narcotrafficanti definendoli seminatori di morte dediti solo a guadagnare soldi. Già, i soldi, eccolo il male del mondo. E sempre i soldi tornano prepotentemente in ogni discorso che il Papa tiene, perché bisogna combattere sia gli sprechi, che danneggiano la società, e colpire chi invece, in nome di essi, vuole arricchirsi ai danni di chi fa uso di droghe. E questi discorsi il Papa li tiene proprio in una delle terre più colpite dal narcotraffico, in un paese che, durante l’ultima Confederations Cup, ha protestato in modo netto contro gli sperperi di denaro pubblico. Ci accorgiamo – analizzando questi fatti che sembrano soltanto apparentemente così distanti – che invece hanno un rapporto che li lega, un invisibile filo di Arianna che, invece di farci uscire dal labirinto, ci conduce nelle fauci del Minotauro. Un Minotauro che assume le proporzioni gigantesche di un disagio giovanile che ormai è mondiale e che il Papa cerca di combattere con l’amore e con la fede. Ma basteranno le parole di Papa Francesco a farci trovare un’uscita da questo tunnel?

Vi consigliamo anche