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18 Dec

Borghezio si autosospende dall’Europarlamento dopo gli insulti alla Kyenge

Emanuele Calderone - 22 maggio 2013
Emanuele Calderone
22 maggio 2013
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"Un governo del bonga bonga, dove vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo…".

Borghezio non è mai stato un politico pacato: le sue dichiarazioni hanno, spesso e volentieri, sollevato critiche, talvolta anche aspre. Questa sua ultima uscita, però, l'ha costretto ad autosospendersi dal Parlamento Europeo. Le parole rivolte al ministro per l'integrazione sociale Kyenge, intrise di razzismo, non sono state affatto gradite a Strasburgo, che ha subito espresso solidarietà nei confronti della donna, definendole come inaccettabili e vergognose.

Ieri, in seguito al fattaccio, si sono riuniti i rappresentanti delle cinque fazioni politiche più importanti dell'Europarlamento, per chiedere a gran voce l'espulsione del parlamentare leghista.

L'autosospensione è arrivata stamani, accompagnata da una lettera con la quale Borghezio replica, con toni assai più moderati, e precisa che le sue erano critiche politiche; l'uomo non intendeva in alcun modo attaccare personalmente il ministro, e scrive che: "Se il ministro si è sentita offesa in quanto donna e persona di colore non ho difficoltà a chiederle scusa ed a farlo anche personalmente se dovesse venire qui".

Credere o meno alle scuse di Borghezio non sta a noi, fatto sta che certi episodi non fanno bene alla politica. Delle parole tanto piene di odio razziale, sebbene rappresentino solo un'idea personale, rischiano di danneggiare l'immagine del nostro Paese all'estero e di creare tensioni interne ancor più forti. E no, non ne abbiamo davvero bisogno!

[foto: eunews.it]

Emanuele Calderone

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