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11 Dec

Processo Mediaset: la Corte dice no al legittimo impedimento per Berlusconi

20 giugno 2013
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Cos’è successo in breve?

Il processo è quello Mediaset. Il reato è 'frode fiscale nella compravendita di diritti TV' e il condannato si chiama Silvio Berlusconi.

La sua speranza è quella di ottenere l’annullamento della condanna a quattro anni di carcere e cinque di interdizione dai pubblici uffici, inflittagli dal Tribunale di Milano lo scorso 8 maggio.

L’appiglio è il legittimo impedimento, l’istituto che permette all’imputato di giustificare una non presenza in aula. Questa volta i giudici hanno stabilito che il Cavaliere fissò un impegno politico proprio in concomitanza con il dibattimento processuale e quindi… così non vale.

Entro pochi mesi, magari prima del luglio 2014, data in cui il reato cadrebbe in prescrizione, la Cassazione potrebbe confermare la condanna e Berlusconi dovrebbe lasciare il Parlamento.

“Non ho capito, scusa?”.

La sper… cioè, il timore è ora che il verdetto possa influire sulla situazione politica.

Ieri, poco prima del pronunciamento della Consulta, Maurizio Gasparri aveva dichiarato: “Qualora ci fosse un epilogo negativo, per noi di inaccettabile valore politico, avremmo tutto il diritto di assumere iniziative come le dimissioni di tutti i parlamentari Pdl. Se non c'è praticabilità e la squadra esce dal campo, gli arbitri e i giudici devono considerare se la partita può andare avanti o meno”.

Non sappiamo se, della geniale presa di posizione, il vicepresidente del Senato ne avesse discusso prima con qualcuno, ma evidentemente cotanta generosità non è da tutti; infatti la dichiarazione, mentre già qualcuno aveva messo in fresco lo spumante, ha trovato subito perplessità da parte di illustri colleghi, da Galan a Mara Carfagna, fino all’ex-ministro Maria Stella Gelmini.

Ed è stato infine il Cavaliere stesso a troncare: “Non si abbandona il campo di battaglia, il sostegno al governo continua”.

Ah, meno male.

Michele Antonelli

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