Candidati “operai” per il Pd

Continua la presentazione dei candidati da parte del Partito Democratico che, dopo Marianna Madia, ha ufficializzato i nomi di altre persone che saranno inserite nelle liste elettorali.

Si tratta di Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssen e unico sopravvissuto della strage di dicembre, Franca Biondelli dipendente di una Asl piemontese e Loredana Ilardi, lavoratrice di un call center di Palermo che guadagna 700 euro al mese.

"Nelle nostre candidature c’è una doppia idea"
, ha spiegato Veltroni. "La prima è che il Pd vuole portare in Parlamento persone che siano parte della vita reale del Paese e quindi forze ed energie nuove. La seconda ragione è che noi siamo il partito del lavoro e dell’Italia che produce".

“Tutte le candidature, dai prefetti a Veronesi, da Matteo Colaninno a Italo Boccuzzi fino al filosofo Mario Ceruti sono state decise per portare in Parlamento un forte rinnovamento e energie nuove. Partiamo dall’idea che il Paese deve mettere l’acceleratore alla crescita. Vogliamo portare in Parlamento forze della società, persone che lavorano, intraprendono, ricercano perché sono parte della vita reale del Paese”, ha aggiunto Veltroni.

Il leader del Pd Veltroni ha poi concentrato la sua attenzione sulla lotta al precariato ribadendo le proposte già avanzate sul tema come il compenso minimo legale, il sostegno alle imprese che assumono a tempo determinato e una fiscalità agevolata per aumentare i salari.

"Inserire lavoratori in lista il modo migliore per conoscere il mondo del lavoro", ha detto Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssen che spiega come l’aver vissuto quella tragedia nella fabbrica di Torino lo motivi ancor di più nel sostegno alla sicurezza sul lavoro. "E’ mio dovere e responsabilità trarre qualcosa di positivo dalla tragedia che ho vissuto".

Loredana Iladri ha parlato invece della condizione di lavoro nei call center sostenendo come, nella sua terra, in Sicilia lavorare in un posto così sia comunque "un’alternativa valida" e aggiungendo che "la condizione è durissima: con una laurea in tasca, sapendo diverse lingue, io sto in quell’open space in cui non c’è Loredana, ma l’operatore 169 e dietro alla cuffia nessuno sa che Loredana non arriva a fine mese".