Casini: corro da solo

Si è consumato ufficialmente lo strappo tra l’Udc di Pier Ferdinando Casini e il Pdl di Silvio Berlusconi dopo che il leader dell’Udc ha fatto sapere di aver deciso di voler correre da solo alle prossime elezioni perchè "non tutti in Italia sono in vendita".

Dunque l’Udc si presenterà da solo alle elezioni di aprile e lui sarà il candidato premier dei centristi: "la campagna elettorale la faremo con il nostro simbolo e le nostre bandiere, mi candido alla presidenza del Consiglio".

Finisce così un’alleanza durata 14 anni e finisce con Casini che al Corriere della Sera dice: "sono stanco di ascoltare gli stessi slogan, le medesime promesse vane, la solita litania di numeri, di spese miliardarie senza coperture, di frasi pensate per compiacere la gente anziché dirle la verità. Dalla politica ho avuto moltissimo. Perché dovrei ingaggiare una battaglia al fianco di una persona in cui non credo più?".

"Diciamo la verità: a Berlusconi non è andato giù il modo in cui ho fatto il presidente della Camera. Non aver forzato i regolamenti, esser stato rispettoso dell’opposizione, non aver fatto il cavalier servente del governo; questo non me l’ha mai perdonato", ha continuato Casini che però dice anche di non avere rancori nei confronti del Cavaliere e di ciò che è stato.

Immediata la reazione del Pdl che con Fabrizio Cicchitto fa sapere: "quello di Casini è un grave errore anche perchè perde l’occasione storica di contribuire a costruire un grande partito di centrodestra".

Chi si dice "sollevato" è il leghista Roberto Calderoli: "meglio separati consensualmente e con chiarezza piuttosto che separati in casa e con i piatti che volano".