Casini telefona agli italiani

Sempre più italiani, a quattro giorni dal voto, stanno ricevendo una telefonata da parte di Pierferdinando Casini, anzi della voce registrata di Pierferdinando Casini.

"Scusi il disturbo, sono Pierferdinando Casini, se anche lei domenica 13 aprile": inizia così la telefonata con cui Casini chiede voti agli italiani, sfruttando una strategia già in uso tra gli operatori telefonici e i venditori per acquisire nuovi clienti.

Dopo le presentazioni di rito, Casini parla del suo programma elettorale per convincere l’elettore e precisa di essere molto preoccupato per i valori della famiglia; interessante notare come le telefonare arrivino sempre intorno all’ora di pranzo, quando a casa sono presenti più donne e cercando dunque di far appello alla matriarcalità della famiglia italiana.

In realtà indagando per bene si arriva facilmente a pensare che Casini, e chi per lui, potrebbe essere denunciato per violazione della legge sulla privacy alla Polizia Postale; però c’è da mettere in conto che la presenza dei numeri telefonici sull’elenco abbonati consente di ricevere telefonate di questo tipo.

Peccato che nel 2006 il Garante abbia legiferato in materia sostenendo che è possibile chiamare, per proporre offerte commerciali e quant’altro, solo le persone che hanno inviato il loro consenso o richiesto informazioni: ecco, chissà quante di queste persone contattate da Casini hanno espresso il loro interesse nei confronti della politica dell’Udc.

Tralasciando le leggi, le prese di posizione e le questioni legate alla moralità o meno un dubbio ci comincia ad attanagliare: ci sarà qualcuno che ha deciso di dare il suo voto a Casini dopo essere stato contattato personalmente dal leader?

Speriamo che gli italiani che hanno ricevuto e stanno ricevendo questa telefonata abbiano reagito con il sorriso sulle labbra perchè davvero risulta impossibile comprendere a che punto la politica italiana è arrivata pur di ottenere un voto in più!

Anche perchè tra le telefonate di Casini, le lettere motivazionali di Berlusconi, i manifesti minacciosi di Di Pietro, le email di Veltroni non si sa davvero più dove nascondersi…