Di Pietro detta le condizioni a Veltroni

Il giorno dopo il no dei Socialisti di Boselli e dei Radicali di Emma Bonino al Partito Democratico di Walter Veltroni, anche Antonio Di Pietro mostra riserve su un accordo elettorale in vista delle elezioni di aprile.

"Non confluiamo da nessuna parte. I colleghi del Pd devono sciogliere la riserva e riconoscere che non c’è nessuna ragione al mondo per cui il simbolo dell’Italia dei Valori non deve essere presente nella coalizione", ha dichiarato Di Pietro a Radio Città Futura aggiungendo che "così come nel centrodestra ci sarà il Pdl più l’Udc, nel centrosinistra gli elettori troveranno il Pd assieme all’Italia dei Valori. Abbiamo ritenuto giusto, prima di presentarci all’elettorato, di dare a Veltroni la possibilità di un progetto condiviso. E’ anche vero che per sposarsi bisogna essere in due".

Lo stesso ex magistrato a SkyTg24 ha detto: "a noi piacerebbe intavolare un discorso politico, programmatico, di legislatura con il Partito democratico, modello Veltroni, perchè sta rinnovando la classe politica. Anche l’Idv è nata per un ricambio generazionale della classe politica. Insieme possiamo offrire un’alternativa alla destra del conflitto di interessi, di interessi personali e di leggi ad personam di Berlusconi".

A riprova di cio, ha aggiunto Di Pietro, "Idv ha un suo elettorato, una sua credibilità, una sua azione di concretezza e questo elettorato ha un suo riferimento nel simbolo stesso del partito. E’ un controsenso non presentarsi con il nostro simbolo, non siamo mica accattoni".

Ma come mai Veltroni vuole a tutti i costi Di Pietro dopo aver chiuso le porte a qualunque altra alleanza? L’ipotesi più concreta è che la figura di Di Pietro rappresenta un pò quel nuovo tipo di politica che l’ex sindaco di Roma va professando e chiedendo a gran voce; non solo, perchè Di Pietro è anche simbolo di Tangetopoli e, una non alleanza, potrebbe risultare scomoda nel caso in cui l’ex magistrato decidesse di tornare a sparare a zero su tutta la classe politica italiana.

E Di Pietro probabilmente sa questo e per questo spronta Veltroni: "spetta ora a Veltroni il compito di passare dalla parole ai fatti. Non solo per condividere il programma ma per riconoscere all’Italia dei Valori la sua identità valoriale. Noi siamo pronti ad aiutare il Pd a vincere le elezioni e a rappresentare un’alternativa al centrodestra di Berlusconi. Veltroni deve saper cogliere questa opportunità al volo se vuole. Se non vuole, l’Italia dei Valori c’è e ci sarà alle prossime elezioni. Con il Pd, o senza, saremo presenti col nostro simbolo con una forte spinta e determinazione a far parte del partito con le "mani pulite" e libere".

Ma se le cose resteranno così, gli elettori si troveranno di fronte due liste separate, ognuna con il proprio simbolo, che sostengono però lo stesso candidato premier sulla base di un programma comune.