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15 Dec

Femminicidio, il Cdm approva il decreto legge. Via di casa i violenti

LaRedazione
9 agosto 2013
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E’ stato approvato ieri il disegno di legge contro la violenza “di genere”: ben dodici articoli, elaborati con lo scopo di arginare soprattutto il femminicidio, fenomeno in preoccupante aumento. Il “pacchetto” prevede tutta una serie di misure preventive, la cui applicazione servirà a tutelare le donne contro stalking e violenze domestiche. I molestatori e i familiari violenti andranno incontro a pene severissime: per i persecutori ed i mariti violenti colti in flagranza, scatterà infatti immediatamente l’arresto.

Il nuovo decreto sancisce inoltre il diritto, per le forze dell’ordine, di allontanare da casa il familiare violento nel caso in cui questi costituisca una minaccia per l’incolumità della donna. Provvedimenti come questo mirano a salvaguardare l’integrità fisica della vittima e a proteggerla costantemente, per impedire che dalla violenza e dallo stalking si possa arrivare all’omicidio. Si è cercato inoltre di rendere irrevocabili le querele contro chi commette violenza, per evitare che la donna, per proteggere i figli o perchè sottoposta a pressioni, decida di ritirare la denuncia.

Nel redigere questo nuovo testo sulla sicurezza, è stato dato risalto anche ad un altro fenomeno dilagante, ovvero il cosiddetto “cyberbullismo”: rientrano in questa categoria tutte le molestie attuate attraverso internet, oggi molto frequenti soprattutto fra i giovani. Il premier Enrico Letta si è detto molto soddisfatto del decreto: “Sono molto orgoglioso, perchè doveva essere chiaro il segnale di contrasto e di lotta senza quartiere al fenomeno del femminicidio.” Letta ha poi ringraziato Josefa Idem, il ministro che ha dato l’avvio ai lavori del decreto. Ha espresso parole di consenso anche il vicepresidente del Consiglio: “Su questi obiettivi che recepiscono la Convenzione di Istambul” ha spiegato “abbiamo organizzato una serie di norme con lo scopo di intervenire prima che il reato venga commesso, proteggere la vittima, punire il colpevole ed agire affinchè la catena persecutoria non arrivi all’omicidio.

” E’ proprio questo, però, il punto più criticato dai i detrattori del nuovo “pacchetto” di leggi: così com’è, infatti, il decreto potrebbe dar luogo ad inevitabili degenerazioni. L'”Unione delle camere penali”, in particolare, ha sottolineato la concreta possibilità che queste nuove misure portino ad un’esasperazione delle tensioni all’interno dei rapporti familiari. Si potrebbe arrivare così all’incarcerazione immediata sulla base di semplici accuse “strumentali”. Ma, si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio: e, di fronte alla prospettiva di veder aumentare ancora il numero delle donne perseguitate, maltrattate ed uccise, forse è un rischio che vale la pena correre.

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