Giorgia Meloni: ecco il ministero delle Politiche Giovanili

Mentre ormai il nuovo Governo è pronto per iniziare a lavorare sui temi più caldi per l’Italia, e mentre continuano le manovre di avvicinamento tra maggioranza e opposizione, a far parlare sono i ministri del Governo Berlusconi.

Mentre Mara Carfagna suscita apprezzamento per i suoi trascorsi, Giorgia Meloni continua a muoversi in sordina e in questo modo ad essere considerata dai media e anche dai suoi compagni.

Intervistata dal TgCom la Meloni, Ministro delle Politiche Giovanili, riguardo alla linea politica del suo ministero dice: "noi dovremo dimostrare una certa discontinuità col tema delle politiche giovanili cercando di ragionare non per compartimenti stagni e iniziative-spot ma dando un perimetro al lavoro che si vuole fare. Immaginare quindi che tipo di Italia costruire domani, che tipo di generazione si vorrebbe. La condizione di precarietà nella quale versano molti giovani non consente di affrontare il tema sul piano esclusivamente professionale, perché rimane il problema della casa. Si deve inoltre tenere conto della formazione scolastica e universitaria, renderla più vicina al mondo del lavoro".

Inoltre aggiunge: "sembra che nessuno abbia voglia di parlare delle difficoltà che i giovani hanno per raggiungere la metà dello spazio che i loro padri o i loro nonni hanno avuto nella società. Si semplifica raccontando una generazione che non ha valori, il problema vero è che la stragrande maggioranza dei ragazzi che non corrisponde a quest’etichetta finora non ha avuto la possibilità e la determinazione di farsi sentire".

Tra gli argomenti nell’intervista il Ministro Meloni tratta anche la legge 194 sulle interruzioni di gravidanza: "si deve far in modo che la maternità  sia percepita come una scelta di libertà e non un sacrificio, perché io credo che in quest’ottica molte donne non avrebbero scelto di abortire in tutti questi anni".

"Penso che la 194 sia in primis una legge da applicare. C’è tutta una parte che riguarda la prevenzione, il sostegno alle madri e la possibilità di conoscere quali sono le strade alternative all’interruzione della gravidanza che non è stata mai applicata. Penso che avere un’ottica integrale della legge darebbe un altro senso al dibattito in corso, per capire meglio se effettivamente a trent’anni dall’entrata in vigore la 194 sia perfettibile oppure no".