Il Pdl vuole ripensare la giustizia italiana

In attesa di presentare il programma ufficiale, la prossima settimana, il Pdl ha lasciato intendere che conterrà importanti modifiche per quanto riguarda la riforma della giustizia.

Sarebbe così stato messo a punto un documento in otto punti da introdurre nel piano di governo contenente tutta una serie di riforme di cui avrebbe parlato una fonte parlamentare.

Tra le varie riforme ci sarebbe il ripristino dell’immunità parlamentare e il via libera all’utilizzo delle intercettazioni solo per i reati gravi; nel progetto si farebbe inoltre attenzione ad evitare che i giudici vengano coinvolti nei "processi mediatici in tv".

Altra novità potrebbe essere l’introduzione di una giuria popolare sul modello statunitense, la separazione delle carriere e la modifica della composizione del Csm.

Il testo è ancora da perfezionare ma sembrerebbe ricalcare un progetto di legge presentato in Parlamento nel 2001 da Pecorella.

Il Pdl, tramite Sandro Biondi, ha poi fatto sapere che alle prossime elezioni non sarà candidato chi ha procedimenti penali in corso: "eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un’origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione, soprattutto per un partito come il nostro che dalla sua nascita ha sempre potuto vantare un’assoluta onestà da parte di tutti i suoi rappresentanti", ha fatto sapere Bondi.

Correggendo il tiro, alla fine della giornata di ieri, e dichiarando che il testo della lettera inviata ai rappresentanti regionali del Pdl è provvisorio e sarà oggetto di confronto.

La polemica ci sembra apertissima…