Intervista a Walter Veltroni a Mattino Cinque

Oggi, giovedì 10 aprile, a Mattino Cinque Claudio Brachino ha ospitato Walter Veltroni, candidato premier del Partito Democratico.

Ecco il testo completo dell’intervista:

Brachino: Il pubblico che ci guarda in questo momento è un pubblico prevalentemente femminile, che si aspetta proposte concrete dai politici soprattutto per quanto riguarda le pari opportunità che non sono un luogo comune, ma spesso un miraggio culturale nella nostra società no? Lei, cosa propone?
Veltroni: Ma guardi, intanto facile dire che se c’è una cosa da dire, quello che abbiamo cercato di fare nella nostra campagna elettorale è proprio quello di parlare dei problemi reali della gente comune. Io ho fatto una campagna elettorale un po’ particolare, sono andato a casa delle persone, ho incontrato le famiglie, ho fatto un sacco di domande, perché i politici di solito, parlano solo, insomma, sono curioso e cerco di ascoltare. Le cose che abbiamo proposto sono cose della vita concreta delle persone, sono cose soprattutto che cercano di affrontare la principale urgenza che c’è in questo momento, che è l’aumento dei prezzi e il fatto che i salari, gli stipendi e le pensioni fanno una gran fatica.

B: Uno dei temi più sentiti anche dal nostro pubblico…
V: Ma sì perché sa, nelle famiglie si fa il conto e alla fine del mese si vede che non ci si arriva. Dal 2000 i salari e gli stipendi sono fermi, l’inflazione cresce e temo continuerà a crescere, perché i fattori strutturali non sono positivi. Per questo noi abbiamo fatto una serie di proposte misurate concrete e realistiche: per esempio, per l’aumento dei salari e degli stipendi abbiamo detto, siccome adesso ci sono 4 miliardi che vengono dalla lotta contro l’evasione, dall’extragettito., mettiamoli immediatamente per aumentare i salari e gli stipendi in modo tale da dare immediatamente un sollievo. Sulle pensioni abbiamo detto, il Governo Prodi aveva fatto un provvedimento, una specie di quattordicesima mensilità per le pensioni fino a 8 mila euro, facciamolo anche per le pensioni da 8 mila euro a 25 mila euro e poi abbiamo detto: prendiamo un provvedimento, forse il più importante, per le famiglie più povere. Ci sono tante famiglie italiane che fanno fatica, da molti anni.

B: Un assegno no, se non sbaglio?
V: Un buono, attraverso una modulazione, cioè quanti sono i membri di un nucleo familiare e qual è il reddito, individuiamo i 3 milioni di famiglie che hanno veramente più bisogno e facciamo un intervento con un buono che consenta loro di avere la possibilità di prendere il latte, il pane e tutte le cose che sono di prima necessità in modo tale da poter eventualmente spendere le altre risorse per non smettere di acquistare il maglione per il figlio o le altre cose.

B: Lei in parte ha risposto, a chi critica; ci sono molti altri politici che sono belle parole ma dopo dove si vanno a prendere i soldi per realizzare in concreto questa iniziativa? Cosa risponde?
V: Guardi, noi abbiamo presentato un programma che è un programma serio, anche perché siamo abbastanza secchioni da questo punto di vista, cioè, dove abbiamo presentato delle ipotesi di spesa, abbiamo presentato delle ipotesi di taglio. Per una parte vengono dall’evasione fiscale, per una parte vengono dalla riduzione della spesa pubblica, con tutti gli sprechi che ci sono, la riduzione del costo della politica, abbiamo calcolato 1 miliardo di euro all’anno di riduzione del costo della politica, dimezzando il numero di parlamentari, riducendo gli stipendi, facendo degli interventi che servano a rendere la politica più sobria, più lieve, attraverso l’efficientamento della pubblica amministrazione e poi anche attraverso l’intervento sul patrimonio, sull’immenso patrimonio dello Stato, noi abbiamo un grande debito pubblico invece noi abbiamo un attivo patrimoniale. Queste sono le risorse che ci possono consentire di fare questo interventi. Poi ci sono degli interventi che invece costano pochissimo: le faccio un esempio di intervento che costa allo Stato 5-10 milioni di euro, che per il bilancio dello Stato è pochissimo, ed è la proposta che noi abbiamo fatto dell’assicurazione per tutte le casalinghe”.

B: Lei mi ha anticipato sulla proposta concreta sulle casalinghe…
V: Sì, perché in Italia ci sono 8 milioni di donne che fanno questo tipo di lavoro, sono persone che potrebbero lavorare, se lo Stato fosse un po’ più attento all’occupazione femminile, il problema è che per come è fatta l’Italia in questo momento, sulle donne gravano spesso la funzione di cura dei figli ma anche dei genitori, è un peso eccessivo. Per questo a 8 milioni di donne capitano spesso incidenti, questi incidenti non sono tutti tutelati, quindi la nostra proposta è molto semplice: ogni casalinga è assicurata gratuitamente, chi ha un incidente che non dia una “sbucciatura” ma un’invalidità, oggi la legge la stabilisce al 33%, noi l’abbiamo abbassata al 27%, dal 27% al 100% di invalidità potrà avere per tutta la vita un assegno, che sarà più basso se è del 27% e che arriverà a 1.200 euro se sarà al 100%. Quindi è un intervento, che io credo sia di sostegno a quella sicurezza sul lavoro che noi dobbiamo garantire anche a quelle donne che lavorano da casa.

B: Lei ha parlato giustamente dei diritti sacri dell’infanzia e ci sono anche quelli, altrettanto sacri, della terza età no? Le notizie di questi giorni: è aumentato il numero degli anziani che vanno a rubare nei supermercati perché non hanno i beni primari. Come pensa di aiutare, al di là del discorso complessivo politico sulle pensioni, questa fascia debole?
V: Quel buono, del quale parlavo, servirà esattamente a queste famiglie. Cioè è un buono, andrà da un minimo di 200 euro se la persona è sola a un massimo di 600 euro, quindi parliamo di un intervento assolutamente consistente per la spesa delle famiglie. Poi c’è il problema della non autosufficienza, io ho un esperienza da Sindaco. Nella mia città abbiamo fatto un grande lavoro per attivare un sistema di sostegno alla non autosufficienza che era fatto da volontari che andavano a portare le cose di cui gli anziani avevano bisogno, i medicinali, le cose da mangiare, semplicemente i giornali o magari gli telefonavano per sapere come stavano. C’è il telesoccorso che è una cosa molto utile che consente a distanza di sapere se gli indici della salute delle persone vanno bene. Bisogna avere una politica perché l’invecchiamento della vita va avanti, noi ogni anno aumentiamo la durata della vita media di tre mesi quindi è da immaginare che questo problema e questa opportunità ci durerà nel tempo, però bisogna che la società si strutturi: da un lato per dire agli anziani che sono in grado: Lavorate con Noi. Sempre nella mia città avevamo fatto un’iniziativa per la quale 2500 anziani vanno la mattina davanti alle scuole per l’entrata e l’uscita dei ragazzi. Sono più tranquilli i ragazzi, le famiglie e sono più contenti gli anziani. Poi ci sono invece quelli che non sono autosufficienti e lì deve scattare il principio che per me è il principio ispiratore del “nessuno resti solo. Quello che dobbiamo evitare nella società è che il ragazzo disabile o la persona anziana non autosufficiente restino sole. Dobbiamo costruire, ed è possibile, una società che sia in grado di includerle.

B: Pressione fiscale altissima: 43.3%. Ha un’idea concreta, praticabile, per abbassare questa pressione fiscale?
V: Guardi noi abbiamo detto un punto percentuale in meno. Ogni anno un punto percentuale in meno. E lo abbiamo detto perchè possiamo compensare grazie alle riduzioni di spesa pubblica. Tutti gli istituti che si sono occupati di valutare il realismo dei programmi ci hanno dato atto che il nostro è il programma più realista. Ma abbiamo bisogno di ridurre la pressione. Naturalmente abbiamo la pressione alta perché abbiamo un debito pubblico alto e perchè abbiamo un’evasione alta. Quindi contrastare l’evasione significa consentire a tutti di pagare di meno. Per me il principio è “pagare meno pagare tutti”. Non “pagare tutti pagare meno”. Soprattutto a sostenere le piccole-medie imprese, l’artigianato, il commercio, l’agricoltura, la cooperazione, tutti quelli che stanno sul territorio, che rischiano di proprio e che devono essere dallo Stato sostenuti e aiutati.

B: Visto che questa campagna elettorale si distingue perché i contrasti maggiori sono più tra ex alleati che tra rivali canonici. Che cosa distingue il progetto politico del partito democratico dal progetto politico della sinistra di Bertinotti?
V: Moltissimo, perché come si è visto quasi tutte le nostre proposte sono le proposte tipiche delle sinistre riformiste e dei centrosinistra democratici che ci sono in tutta Europa. Sinistre riformiste come quella di Zapatero, sinistre del centro-sinistra democratiche come quella di Tony Blair o Schroder o quelle dei democratici americani. Sono quel tipo di proposte li. L’innovazione riformista. Io penso che questo paese ha bisogno di serenità, di unità. Abbia bisogno di tornare ad avere orgoglio di sé. E’ un paese che deve promuovere il talento, il merito, il rispetto delle regole, la legalità, il contrasto ai poteri criminali. Cioè è un paese che deve conoscere una stagione riformista come quella che hanno avuto tutti i paesi europei. Lei pensi solamente questo. In tutti i paesi europei quando si vota per i presidenti del consiglio che più o meno hanno tutti la mia età perché si pensa di investire per un periodo non breve. E infatti in tutti quei paesi chi viene eletto viene rieletto. Solo in Italia da 15 anni ogni governo viene sostituito dal governo successivo. Questo è uno degli elementi di instabilità e fragilità del paese.

B: Se dovesse rifare la campagna elettorale c’è qualcosa che non rifarebbe?
V: No guardi, è stata la più bella campagna elettorale della mia vita. Io non ho mai visto tanto entusiasmo, tanta partecipazione. E poi la cosa bella è che mentre gli altri urlano, insultano, aggrediscono, noi facciamo campagna elettorale serena e con il sorriso. Per dare speranza a questo Paese per dare speranza ai nostri ragazzi, perché la precarietà del mondo giovanile è una condizione infernale, perché la condizione nella quale si trovano tante categorie professionali che si vedono in questo momento compresse dalla burocrazia, è una situazione difficile. Quindi noi abbiamo fatto una campagna elettorale in positivo, ottimista direi, per cercare di portare l’Italia fuori da un tunnel che è durato per troppo tempo e che rischia di portarsi con effetti devastanti. Sono messaggi sereni, unitari e il fatto che tanta gente abbia partecipato a questa campagna elettorale è una buona notizia non credo solamente per noi ma per tutta la democrazia italiana.

B: Dica 3 buoni motivi per i quali gli italiani dovrebbero darle fiducia.
V: Intanto, per girare pagina. Forse gliene dico uno solo: ”per girare pagina”. L’Italia è stanca di questa frammentazione, di questa litigiosità, di questa testa costantemente rivolta al passato. In campagna elettorale si è parlato di passato quasi sempre di brogli, stalinismo, di medioevo, di scomuniche. Di quelle cose d’antan che ci sono nella vita politica italiana. Invece bisogna parlare del presente e del futuro. L’Italia deve diventare anche da questo punto di vista un grande paese europeo. E poi perché credo che il partito democratico possa, come è sempre stato nella storia della cultura democratica, essere quello che fa due cose: garantire la crescita economica e lottare contro la povertà, la solitudine e il disagio sociale. Con un tono di voce che è il tono di voce di chi vuole unire il paese. Di chi non vuole imbracciare i fucili, di chi non pensa che i magistrati devono fare i test mentali, di chi non se la prende con il Presidente della Repubblica ma lo rispetta, di chi non strappa i programmi degli altri ma li legge. Da tutto il mondo si guarda all’Italia sperando che l’Italia entri come gli altri paese Europei in una fase nuova e spero che questo possa accadere.