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14 Dec

Lavoro: tra crisi e road map del Governo

Gianfranco Mingione
21 maggio 2013
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Usa chiama Italia. L’America, con Obama, chiama l’Italia e il suo premier Letta, per esprimere sostegno al nuovo esecutivo, e incoraggiarlo sulla strada delle riforme e del contrasto alla disoccupazione giovanile. Obama, si legge nella nota di Palazzo Chigi: “si è detto pienamente d'accordo circa l'esigenza di prestare attenzione prioritaria alle politiche volte a fronteggiare la disoccupazione giovanile”.

Il presidente Napolitano, in un passaggio del suo messaggio scritto in occasione dell’anniversario dell’uccisione del giuslavorista Marco D’Antona, ha parlato di: “crisi angosciante e drammatica che impone alle istituzioni, alle forze sociali e alle imprese la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese”.

Un dato allarmante: 9 milioni di persone in difficoltà, con un aumento del 10% nell’ultimo anno, questa la cifra della crisi che attanaglia l’Italia, secondo un’indagine Ires-Cgil. Ed è proprio il segretario della Cgil, Susanna Camusso che, in vista dell’incontro con le parti sociali di domani al ministero del Lavoro, torna a chiedere al Ministro Giovannini di andare oltre la politica degli annunci, per risolvere tale situazione. Una situazione che colpisce tutti, che mette ancora in crisi intere generazioni, dai più giovani ai quarantenni che hanno difficolta ad entrare, ai più anziani che, complice riforme da riformare, hanno difficoltà a lasciare il passo al ricambio generazionale.

Il Ministro Giovannini, che domani vedrà le parti sociali, in una delle ultime interviste a Rai News 24 definisce il raggio d’azione delle prossime settimane, con al centro il problema della disoccupazione giovanile, tra staffetta anziani-giovani, sgravi fiscali per l’assunzione di giovani e le pensioni: entro giugno, anche in funzione dell’incontro europeo, presenteremo un piano articolato: alcune misure sono di breve termine e senza costi e altre che richiedono costi e per queste ultime bisogna trovare la copertura. Da un lato abbiamo bisogno di aumentare i posti di lavoro che vengono creati dall’economia, dall’altro lato abbiamo bisogno di distribuire meglio questo lavoro, e la concentrazione sui giovani per noi è un’obiettivo europeo”.

Dulcis in fundo, anche la Cei, con Bagnasco, che durante l’assemblea dei vescovi, parla di: “crisi gravissima” e ricorda ai pastori che il lavoro è: “la lama più dolorosa nella carne della gente” e che bisogna rispondere: “alle preoccupazioni crescenti e al disagio sociale diffuso, alla moltitudine di giovani che non trovano lavoro”. Un monito anche alla politica: “il bene comune, che la buona politica deve avere come valore superiore, pretende la capacità di anteporre all'interesse personale o di parte il bene generale, cioè il bene del Paese”.

Le prossime settimane saranno cruciali e, a quanto sembra, una nuova fase dovrebbe iniziare. La partita si gioca in casa ma, soprattutto, in Europa. Riusciranno a coniugare austerità e sviluppo con nuove proposte?

Gianfranco Mingione

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