0 Shares 19 Views
00:00:00
18 Dec

Lavoro e giovani: cinque punti per gli under 30

Gianfranco Mingione - 23 giugno 2013
Gianfranco Mingione
23 giugno 2013
19 Views

Il primo passo, prima del vertice europeo, sarà quello di rivedere la flessibilità in ingresso della legge Fornero, soprattutto in merito ai contratti a termine. Secondo il ministro del Lavoro Giovannini, tali cambiamenti: “Fanno funzionare meglio il mercato del lavoro ed eliminano alcune ingiustizie”. Il secondo passo riguarda essenzialmente i giovani under 30.

Un piano per gli under 30. È molto che ne sentiamo parlare, fosse che fosse la volta buona? L’intervento, che dovrebbe approdare in CdM questa settimana, prima del vertice europeo sull’occupazione giovanile del 27-28 giugno prossimi, riguarda l’impiego di circa 1 miliardo dei fondi strutturali europei, contro la disoccupazione giovanile. Per ora si parla solo delle Regioni più svantaggiate del Sud, perché per estendere la misura a tutto il Paese occorrerebbe almeno un altro miliardo, e bisogna capire dove andarlo a prendere. Allo studio ci sarebbe la tassazione sulle sigarette elettroniche o un’aumento dell’accise sulla benzina.

Cinque punti per favorire l’occupazione giovanile. Il miliardo troverebbe impiego secondo cinque punti indirizzati a favore dei giovani sotto i 30 anni. La metà della cifra, 500 milioni, da destinare alla decontribuzione sulle nuove assunzioni che, sommati ai 242 milioni stanziati dal governo Monti, si traducono in 10 mila euro per ogni nuovo occupato stabile da dilazionare in 18-24 mesi. Con il risultato di assumere 50-60 mila giovani. Il secondo punto riguarda 100 milioni da destinare all’autoimprenditorialità giovanile, con la partecipazione di Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa; agisce su mandato governativo).

Terzo punto: il contrasto del fenomeno “Neet”, acronimo inglese che sta per “Not in education, employement or training” (trad. persone che non stanno ricevendo un'istruzione e non hanno un impiego o altre attività assimilabili). Riguarda tirocini e stage diretti da Italia Lavoro, retribuiti con 500 euro mensili per sei mesi di formazione sul campo. In questo, le stime governative parlano di opportunità per circa 60 mila giovani. Altri due punti riguardano 25 milioni per la formazione di cooperative di giovani per i servizi culturali e della persona, e la social card per le persone svantaggiate.

E per i meno giovani? Il ministro Giovannini spiega che gli strumenti messi in campo non riguarderanno solo i giovani:"Non siamo solo orientati ai giovani ma anche a chi ha perso il lavoro, a chi è inattivo, oppure a coloro che usufruiscono di ammortizzatori che costano moltissimo alla collettività” (fonte: ilsole24ore.com).

Gianfranco Mingione

Loading...

Vi consigliamo anche