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Oggi in Parlamento il caso Alfano-Ablyazov: sintesi dei fatti

LaRedazione - 19 luglio 2013
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19 luglio 2013
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Inoltre entro oggi sarà presentato dal capo della Polizia Pansa, il dossier con la ricostruzione dei fatti che hanno portato alla strana espulsione-reimpatrio di Alma Shalabayeva e Alua Ablyazov rispettivamente moglie e figlia del dissidente kazako Ablyazov.

Da qui nasce una delicata vicenda diplomatica che è sfociata nei giorni scorsi, in uno spinoso caso politico che ha messo in grosse difficoltà il governo.

I fatti: a mezzanotte circa dello scorso 30 maggio un blitz delle forze di polizia (Digos) irrompono in una villa di Casal Palocco alle porte di Roma, avendo come obiettivo Mukhtar Ablyazov, dissidente kazako accusato dal proprio governo di appropriazione indebita di miliardi di dollari, che misteriosamente non è in casa.
L’ordine era partito dal prefetto Procaccini dietro pressione dell’ambasciatore kazako che chiedeva la cattura di Ablyazov.

I militari prelevano però la moglie Shalabayeva e la figlia Alua nonostante la donna sia in grado di produrre un documento di identità rilasciato dalle autorità della Repubblica Centrafricana. Le forze di polizia ritengono il documento un falso e trasferiscono la donna e la bambina al Centro di identificazione e di espulsione.
Successivamente le autorità italiane firmano il decreto di espulsione per madre e figlia che vengono imbarcate su un aereo privato e reimpatriate in Kazakhistan il 31 maggio.

Il caso scoppia qualche settimana dopo, quando il Ministro degli Interni Alfano, dichiara di essere totalmente all’oscuro sulla vicenda e di esserne stato informato solo a fatti già avvenuti.
Il 12 luglio scorso il Governo italiano tenta di revocare inutilmente l’espulsione dichiarandola illeggittima alla luce della grave mancata informativa. La Shalabayeva e sua figlia attualmente sono ancora in Kazakhistan e molto difficilmente potranno rientrare quì in Italia.

Si intravedono nella vicenda interessi nazionali dell’Italia verso il Kazakhstan orientati soprattutto ad aspetti economici come petrolio e gas.

Sul caso interviene addirittura perentoria l’Organizzazione delle Nazioni Unite che tramite comunicato dichiara che le circostanze di questa deportazione danno l’impressione che si sia trattato addirittura di un caso di “Extraordinary Rendition”, esprimendo inoltre una grande preoccupazione ed invitando le autorità italiane a fare chiarezza il prima possibile sui fatti esortando inoltre i vertici italiani a prendere l’impegno di agevolare il rientro immediato in Italia di madre e figlia.

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