Questione di sondaggi:l’ultimo dà in crescita il PDL

In dieci giorni il distacco tra i due partiti è aumentato, il PDL cresce e il PD arretra, il distacco è passato dal 4-6% al 5,5-8% secondo il centro di rilevazione SWG.

Intanto il presidente dell’Assirm, l’Associazione dei maggiori istituti italiani di ricerche di mercato, denuncia l’uso strumentale da parte dei politici dei risultati statistici: "i sondaggi hanno una funzione di studio e di analisi e non possono essere usati come armi di propaganda da scagliare contro lo schieramento avverso" per gettare cattiva luce "sull’operato di un intera categoria".

Renato Mannheimer, docente di Metodologia delle Scienze Politiche a Milano Bicocca, fa presente che "il sondaggio fotografa un’intenzione di voto in un preciso momento. E’ giusto utilizzarlo per capire cosa pensano gli elettori. Cosa vogliono. Ma non può essere usato per fare previsioni future e stabilire chi vincerà. Il 20% degli elettori, lo sappiamo benissimo, decide all’ultimo momento cosa votare".

Troppa attenzione ai dati, alle statistiche in un momento politico in cui nulla è dato per scontato, basti pensare al ritiro di Mastella, al cambiamento di alcuni simboli politici e la creazione di altri, alleanze diverse che devono ancora equilibrarsi, il tutto a un mese dalle elezioni.

Ma a caval sondaggio non si guarda in bocca, così i dati del 6 marzo danno la Pdl-Lega Nord-Mpa tra il 43,5 e il 44,5% contro il precedente 42,5-43%. La coalizione Pd-Idv e’ scesa al 36,5-38% dal precedente 37-38,5%.