Veltroni a Porta a Porta difende le sue liste

Mentre Emma Bonino e i Radicali si lamentano per il presunto non rispetto dei patti, Walter Veltroni nel corso della registrazione di Porta a Porta ha dichiarato che "i nove eletti radicali ci sono, ci sono".

Per poi lasciarsi andare alle considerazioni sulla campagna elettorale, sulle candidature, sui problemi e sui programmi del Partito Democratico.

"Io penso di vincere e che gli italiani sanno che questa volta è l’occasione nella quale votando un partito si garantisce governabilità. Ma se non sarà, si dovranno fare le riforme e poi tornare al voto", ha detto Veltroni che ha poi lanciato una stoccata a Bertinotti: "siamo il partito del centrosinistra e del riformismo italiano che ha dentro di sè la linea dell’alleanza tra produttori"
anche se "c’è ancora chi come Fausto (Bertinotti, ndr) che crede nella lotta di classe e chiede che l’Italia esca fuori dalla Nato, negando le basi sul suo territorio" ma "l’Italia ha bisogno di crescere perchè solo crescendo potrà redistribuire ricchezza e non è una contraddizione candidare l’operaio della Tyssen e difendere gli interessi dei piccoli imprenditori".

Secondo Veltroni "i grandi partiti sono fatti così. Basti pensare che nel Partito Democratico americano Jessy Jackson sta con Obama. E’ naturale che sia così ma vale la coesione del programma" e per questo, sostiene, non si può parlare di una contraddizione nella candidatura dell’operaio Antonio Boccuzzi e dell’imprenditore Massimo Calearo.

Poi l’affondo verso Berlusconi: "nel 2001 Berlusconi firmò qui il contratto con gli italiani e cosa è stato fatto? Dai dati Istat risulta che è riuscito a portare a casa quattro delle cinque promesse fatte. Gli italiani sanno che il programma del Pdl di oggi è lo stesso del 2001 e si chiedono come mai non lo hanno realizzato prima. Siamo al Berlusconi 2, la vendetta".

Se le regole sulla par condicio lo consentissero, Veltroni non si sottrarrebbe al tradizionale faccia a faccia con Berlusconi: "sì, certo, lo farei il confronto perchè lo riterrei un dovere".

Spazio anche all’emergenza rifiuti ("il mio giudizio l’ho già espresso e ho già detto che serve una fase nuova e di discontinuità. Ha ragione Bassolino nel dire che ora, nel mezzo della crisi, non può lasciare") e alla difesa a spada tratta della candidata Marianna Madia perchè "in Italia se sei una ragazza di 27 anni e non sei brutta ti passano una falce per tagliarti la testa. Marianna Madia è invece una ragazza di altissimo livello, figlia di un giornalista che è stato per molti anni precario qui in Rai".

Durante la trasmissione di Bruno Vespa viene mostrato un sondaggio realizzato da Renato Mannheimer in cui vengono confermate le cifre date in questi giorni da Veltroni, e cioè una distanza tra i 6 e i 7 punti tra le due coalizioni, Pd più Italia dei Valori da una parte e Pdl più Lega dall’altra, e 4 punti tra il partito di Veltroni e quello di Berlusconi: "siamo appena a quattro punti di distanza e questo è un dato molto interessante contando la quota di indecisi ampia che c’è", sottolinea Veltroni. Secondo Mannheimer il Pd è al 34,5% e il Pdl al 37,5%.