Veronesi e i Radicali agitano il Pd

Ad accordo fatto cominciano i primi problemi per Walter Veltroni che deve fronteggiare l’amarezza dell’armata teodem presente nel Partito Democratico la quale non vede bene nè la presenza dei Radicali nè quella dell’oncologo Umberto Veronesi.

Paola Binetti è stata molto chiara in questo senso: la scelta dei Radicali non è comprensibile in quanto i Radicali, secondo la senatrice, "sono portatori di una cultura totalmente opposta a quella dei cattolici".

Stesse parole riservate all’oncologo Veronesi: "chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma" e questo vale anche per Veronesi che, come sostiene la Binetti, "è una medaglia a due facce. In lui c’è tanto dell’uomo di cura quanto dell’uomo che ha assunto posizioni in netto contrasto con la cultura cattolica". Per questo, conclude la senatrice teodem, l’ipotesi di Veronesi Ministro della Salute "è una posizione che non prendo nemmeno in considerazione".

Ne ha approfittato il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa che ha invitato Paola Binetti e Luigi Bobba (anche lui in aperto contrasto con il Pd per via dei Radicali e di Veronesi) a candidarsi nelle fila dell’Udc.

L’appuntamento fondamentale per le sorti dei cattolici del Pd è per il prossimo 27 febbraio, giorno della convention dell’area cattolica del Pd.

Nonostante questo la Binetti è convinta che non ci sarà rottura: "noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito. Nulla di personale contro figure come Emma Bonino, che da ministro ha fatto un buon lavoro. Ma è la sua cultura radicale ad essere in antitesi ai nostri valori. Vedremo, comunque, su che basi poggerà questo accordo. Poi si vedrà".

Già, poi si vedrà…