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13 Dec

Pugilato: morto a New York Emilie Griffith, rivale storico di Nino Benvenuti

LaRedazione
24 luglio 2013
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Si è spento a 75 anni l’ex campione dei pesi medi e welter Emile Griffith. Il suo titolo di campione del mondo fece storia, essendo giunto per la prima volta tra le mani di un pugile proveniente dalle Isole Vergini. Il suo sport ne aveva già premiato la carriera, riconoscendolo nell’International Boxing Hall of Fame come uno dei più forti pugili della storia, e ora lo piange insieme ai vecchi protagonisti della boxe del tempo.

Impossibile, almeno per chi ha una certa età, non ricordare gli storici incontri avvenuti con il nostro Nino Benvenuti. I due s’incontrarono sul ring tre volte, tra il 1967 e il ’68, il che portò alla conquista del titolo da parte dell’italiano. La sua carriera fu lunga e ricca di successi. Trasferitosi per inseguire il proprio sogno a New York, vinse i New York Golden Gloves in qualità di dilettante nel 1958, anno in cui la sua carriera ha realmente inizio, e solo quattro anni dopo, nel 1962, verrà decisamente segnata dalla finale dei mondiali per i pesi leggeri contro Benny Paret. Quest’ultimo fu ridotto da Griffith in uno stato d’incoscienza che, dopo nove giorni, portò alla morte di Paret. Dure accuse furono mosse all’epoca contro Griffith, ritenuto da molti aver voluto infierire eccessivamente sull’avversario, anche per alcune presunte dichiarazioni inerenti la sua omosessualità.

Quell’incontro contro Paret lo aveva decisamente segnato, al punto che in molti non lo ritenevano più ai suoi vecchi livelli. Nonostante questo però riuscì a sconfiggere Dick Tiger, ottenendo il titolo mondiale dei pesi medi. Il suo record personale fu di 85 vittorie, delle quali 25 ottenute per ko, 24 sconfitte, delle quali soltanto due subite per ko e 2 pareggi.

Come detto uno dei suoi avversari storici fu proprio Nino Benvenuti, il quale lo ricorda e ringrazia. Benvenuti sostiene che furono proprio quei tre incontri disputati contro Griffith a far crescere la sua fama. Di lui ricorda il valore sul ring, al punto che batterlo voleva dire necessariamente restare iscritto negli annali della storia di questo sport. Arrivato a New York, racconta Benvenuti, si rese subito conto che la gente lo riteneva imbattibile, e quasi lo prendevano in giro, chiamandolo bonariamente pazzo, per il solo pensiero di poterlo sconfiggere. La forza di Griffith era impressionante e Benvenuti porterà dentro di sé soprattutto il ricordo del match perso contro di lui perché afferma: “Ho sofferto sul ring per non finire battuto ko… dentro di me so cosa ho dovuto fare per finire quell’incontro”.

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