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13 Dec

Stefano Rodotà risponde alle accuse di Eugenio Scalfari

Emanuele Calderone
22 aprile 2013
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Stefano Rodotà è una delle personalità più discusse del momento. Il giurista, politico e insegnante universitario cosentino è stato al centro di un vero e proprio tam tam mediatico, dovuto alla candidatura a presidente della Repubblica portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dal suo leader, il comico Beppe Grillo. Riguardo a tale questione, da una parte c'è chi ha lodato la scelta di Rodotà di candidarsi con un movimento di rottura quale l'M5S, d'altra parte c'è chi – su tutti il PD e alcuni giornalisti- non ha apprezzato tale scelta.

Tra i più critici figura Eugenio Scalfari che, in un editoriale su La Repubblica, pur lodando la figura del giurista calabrese, non riesce a spiegarsi il perché, un uomo di tale levatura, si sia schierato al fianco di chi, a suo dire, sta prendendo “a calci in culo” i partiti e l'Europa Unita. Ricordiamo inoltre che in tale editoriale, Scalfari è arrivato a definire “incostituzionale” l'intero Movimento 5 Stelle.

Rodotà non perde tempo e risponde a Scalfari con una lunga lettera pubblicata su La Repubblica. Circa l'incostituzionalità del movimento, il giurista assume una posizione piuttosto dura e ferma; si può leggere infatti: “Incostituzionale il Movimento 5Stelle? Ma, se vogliamo fare l'esame del sangue di costituzionalità, dobbiamo partire dai partiti che saranno nell'imminente governo o maggioranza. Che dire della Lega, con le minacce di secessione, di valligiani armati, di usi impropri della bandiera, con il rifiuto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, con le sue concrete politiche razziste e omofobe? […] E tutto quello che ha documentato Repubblica nel corso di tanti anni sull'intrinseca e istituzionale incostituzionalità dell'agire dei diversi partiti berlusconiani? Di chi è la responsabilità del nostro andare a votare con una legge elettorale viziata di incostituzionalità, come ci ha appena ricordato lo stesso presidente della Corte costituzionale? Le dichiarazioni di appartenenti al Movimento 5 Stelle non si sono mai tradotte in atti”.
Poi, il giurista aggiunge: “Questa vicenda ha smentito l'immagine di un Movimento tutto autoreferenziale, arroccato. Ha pubblicamente e ripetutamente dichiarato che non ero il candidato del Movimento, ma una personalità (bontà loro) nella quale si riconoscevano […] La prova è nel fatto che, con sempre maggiore chiarezza, i responsabili parlamentari e lo stesso Grillo hanno esplicitamente detto che la mia elezione li avrebbe resi pienamente disponibili per un via libera a un governo”.

Parole di rammarico arrivano al termine della lettera, nel quale Rodotà afferma chiaramente che una presa di posizione meno “sprezzante” da parte del giornalista sarebbe stata preferibile.

Speriamo che l'elezione a Presidente della Repubblica di Napolitano, al suo secondo mandato consecutivo, riesca col tempo, tra le altre cose, anche a placare la polemica tra due delle personalità più ammirate del Paese.

[foto: Wikipedia]

Emanuele Calderone

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