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15 Dec

Mille Miglia 2013: vince la Bugatti T 40 del 1927

Gianfranco Mingione
19 maggio 2013
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“La corsa più bella del mondo”. Giunta alla 31esima rievocazione, sul sito è descritta come un “momento di incontro tra sport e personalità d’eccezione” che “non ha eguali”. La Mille Miglia odierna affonda le sue radici nella storica Mille Miglia corsa nel nostro Paese, per 24 volte non consecutive, dal 1927 al 1957. L’ultima edizione prima della guerra ci fu nel 1940, per poi riprendere nel 1947. La corsa di lunga distanza, ieri come oggi, si effettua su strade aperte al traffico e non su circuiti chiusi. La sua ripresa è avvenuta nel 1977 e vi possono partecipare solo le auto prodotte prima del 1957 e che hanno partecipato alla corsa storica. Il percorso compiuto dai piloti d’auto d’epoca riprende quello originale, con lo stesso punto di partenza/arrivo: Brescia-Roma-Brescia.

La vittoria argentina. L’edizione del 2013, svoltasi dal 16 al 19 maggio, ha visto la partecipazione di 415 vetture, pilotate da equipaggi provenienti da tutto il mondo (75 le auto che hanno abbandonato la corsa). Segno dell’internazionalità della corsa è la vittoria, al termine delle prove speciali, proprio in questa edizione, della coppia argentina Juan Tonconogy e Guillermo Berisso, con la Bugatti T 40 del 1927. Gli argentini hanno totalizzato 35.417 punti. A 576 punti di distanza, segue la seconda coppia, formata da Giordano Mozzi e Mark Gessler con l’Alfa Romeo Gran Sport del 1933. Terzo posto per Giovanni Moceri e Cavalleri Tiberio con l’Aston Martin Le Mans del 1933. L’Argentina ha vinto anche nella gara del 2012. Ieri i festeggiamenti e la premiazione presso il Teatro Grande di Brescia.

Queste le parole del vincitore, Juan Tonconogy: “Ho corso con il miglior co-pilota al mondo e siamo estremamente soddisfatti del risultato raggiunto, in particolare perché questa edizione ha visto la partecipazione di molti bravissimi piloti e macchine estremamente competitive. La  Mille Miglia è una gara unica nel suo genere, che richiede grande resistenza fisica e concentrazione costante, ma che regala emozioni difficili da descrivere e impossibili da dimenticare. Non mi resta che salutarvi con un arrivederci all’anno prossimo” (fonte: www.automoto.it).

Inquinamento e business dietro la gara? Di un vero e proprio business parla l’articolo de Il fatto quotidiano che si sofferma sugli aspetti poco puliti della gara: “415 auto d’epoca non catalizzate, con velocità possibili anche di 280 km/ora, quasi tutte senza cinture di sicurezza né tantomeno altri sistemi di sicurezza oggi obbligatori o indispensabili, come l’Abs e gli airbag (quindi con piloti e copiloti in una situazione di grave rischio anche se, a onor del vero, gli incidenti sono rari). Il tutto in un applaudito viaggio di 1600 chilometri”. Insomma, in tempi in cui si paga il conto di decenni fatti di sfruttamento delle risorse naturali in modo indiscriminato e finanza sopra tutto e tutti, un ripensamento in chiave ecologista, da parte di chi organizza la gara, andrebbe seriamente fatto. Se non altro per adeguare ad un maggiore rispetto dell’ambiente questi splendidi gioielli del design e della tecnica automobilistica.

[foto: luca85/Shutterstock.com]

Gianfranco Mingione

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