Anche i ricchi piangono

Dal titolo della celebre telenovela, alla realtà: non si tratta più di catturare i cuori delle donne, adolescenti, casalinghe o in pausa pranzo, ma di una ricerca sul campo.

Che i soldi non facciano la felicità si sapeva già da tempo, il mito del ricco e contento è stato sepellito dal parere comune, con buona pace per i propetari delle carte di credito d’oro.

Anche i ricchi piangono, soprattutto se sono britannici. Un rapporto del ‘Ufficio Nazionale di Statistica (ONS), ha registrato un aumento dei benestanti nel Regno Unito, per essere precisi sono raddioppati, ma ciò che non ha registrato il minimo aumento è stato l’indice della felicità. Sempre che la felicità possa avere un indice popolano.

"In Gran Bretagna, come del resto negli Stati Uniti e in molti altri paesi", ha detto Paul Allin, dell’Ufficio di Statistica, "il livello di felicità delle persone si è mantenuto costante, nonostante il livello di ricchezza reale sia invece cresciuto notevolmente".

La felicità non cresce con il portafoglio, un’andamento che l’ONS definisce il tipico esempio di ‘Paradosso di Easterlin’.

Nel 1971 i britannici avevano a disposizione circa 6.200 euro per gli acquisti, oggi la somma tocca quota 16.200 euro. E la felicità, non si muove di un millimetro.