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Brockhaus: il mito del sapere chiude i battenti! Grazie a Wikipedia…

Lea Stazi - 17 giugno 2013
17 giugno 2013
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Anno 1809, nasceva la Brockhaus, che sarebbe diventata un must per le famiglie tedesche. Grazie all’editore Bibliographisches Institut & F. A. Brockhaus AG, apparve nella sua prima forma, seppur ridotta, nella città di Mannheim. È una delle enciclopedie più famose al mondo grazie anche alla sua versione monovolume, ma in 203 anni la storia ha fatto i suoi bei progressi fino ai giorni nostri: l'epoca del tramonto per le pubblicazioni cartacee.

Nell’epoca di smartphone, tablet e soprattutto della più grande enciclopedia online gratuita del  mondo: Wikipedia, gli editori della Brockhaus hanno preso una posizione decisiva e inesorabile. Nel 2009 era stata rilevata dalla casa editrice Bertelsmann, la stessa che oggi ha deciso di interrompere la pubblicazione su carta dell’enciclopedia.

Ventiquattro volumi, rinnovi e aggiornamenti periodici rilegati su copertine blu, rosse e con caratteri d'oro, dal diciottesimo secolo rappresentava il tempio della conoscenza. Questo secolo, però, non guarda certo alla qualità dell’informazioni, cerca l’immediatezza nella ricerca!

L’edizione del 2006, la ventunesima, sarà l’ultima ad essere stata lanciata sul mercato, per i prossimi sei anni potrà essere consultata gratuitamente online: per poi svanire per sempre e rimanere solo nei ricordi storici o comeuna delle voci di colei che l’ha costretta ad arrendersi: Wikipedia.

I seicento dipendenti della fabbrica si sono ormai rassegnati: “E' una resa a Wikipedia. La velocità di informazione della piattaforma, la sua gratuità ha fatto calare notevolmente gli acquirenti della Brockhaus. Sono rimasti fedeli solo gli amatori e i collezionisti”.

Aggiornare un’enciclopedia a un ritmo convulso come quello di oggi è impossibile, Peter Praschl su Welt am Sonntag commenta: “Oltre al buon metodo del sapere perdiamo anche l’abitudine che ci insegnarono i nostri antenati illuministi di regalare un’enciclopedia al raggiungimento della maturità come simbolo di decollo nella vita”.

Come diceva Goethe nel suo “Faust”: “Fermati, sei bello!”, purtroppo il sapere non è più possibile fermarlo in 24 tomi ed aggiornarlo ogni tanto annualmente.

[foto: vebidoo.de]

Lea Stazi

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