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17 Dec

Costi della politica, i tagli alle Regioni e agli Enti Locali

dgmag - 5 ottobre 2012
5 ottobre 2012
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A seguito degli scandali dell'ultimo periodo, il Governo ha approvato un decreto legge per risistemare la situazione delle Regioni e degli Enti Locali e favorire allo stesso tempo la trasparenza e la riduzione dei costi degli apparati politici regionali; lo scopo è ridurre gli sprechi regionali ed evitare che gli amministratori locali godano di privilegi dei quali si potrebbe fare a meno.

Nel 2001 era stato modificato il Titolo V° della Costituzione e questo aveva portato ad una maggiore decentralizzazione a favore degli Enti Locali che dovendo gestire a modo proprio le risorse in entrata e in uscita hanno aumentato di molto i loro deficit di bilanci e quindi con l'approvazione del decreto legge approvato dal Governo Monti si mira a ridurre la competenza delle Regioni soprattutto per quel che riguarda la gestione del denaro pubblico.

La prima grande novità riguarda i maggiori poteri assegnati alla Corte dei Conti che potrà vigilare in maniera più peculiare e significativa sull'operato degli Enti Locali, anche in maniera preventiva e usando tutti gli strumenti e il personale messo a disposizione dai Servizi ispettivi di Finanza pubblica della Ragioneria generale dello Stato e della Guardia di Finanza.

Introdotto anche un sistema interno di controllo degli Enti Locali per valutare lo stato di salute delle finanze dell’ente e l'applicazione dei programmi finanziari approvati.

Nuove norme per la trasparenza per cui i gruppi consiliari regionali sono obbligati a presentare un rendiconto pubblico relativo alle agevolazioni e ai contributi ricevuti, gli amministratori locali devono pubblicare sul sito Internet dell’amministrazione i redditi e il patrimonio dei membri, i compensi dei consiglieri e degli assessori vanno modulati in maniera tale da non eccedere il livello di retribuzione riconosciuto dalla Regione più virtuosa, la partecipazione alle commissioni permanenti è resa a titolo gratuito e per gli altri organi collegiali il gettone di presenza non pu' essere superiore ai 30 euro per cui contestualmente si vieta il cumulo di indennità o emolumenti derivanti dal ricoprire più cariche pubbliche.

Eliminati i vitalizi e resa obbligatoria anche per i membri degli Enti Locali l'applicazione del metodo contributivo per il calcolo della pensione che sarà corrisposta a chi ha compiuto 66 anni e ricoperto la carica, anche non continuativamente, per almeno 10 anni.

I finanziamenti e le agevolazioni in favore dei gruppi consiliari, dei partiti e dei movimenti politici vengono tagliati del 50% e legati al livello della Regione più virtuosa .

Gli Enti Locali in deficit devono approvare un piano della durata massima di 5 anni per risistemare la situazione e puo' adottare qualunque strumento, anche di tassazione, per ridurre il disavanzo; se a provocare deficit ha contribuito l'aministrazione con dolo o colpa grave i colpevoli sono tenuti a pagare una multa pari a un minimo di 5 e un massimo di 20 volte la retribuzione e non possono essere ricandidati per 10 anni.

Gli Enti Locali inadempienti al 30 novembre 2012 vengono multati prima con un accantonamento dell’80% dei trasferimenti erariali dello Stato fatta eccezione per quel che rigarda sanità e trasporto pubblico locale quindi se l'inadempienza continua si passa all'accontamento del 5% dei trasferimenti per la sanità.

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