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15 Dec

Decreto sviluppo bis 2012, il testo con le novità su digitalizzazione e impresa

dgmag - 5 ottobre 2012
5 ottobre 2012
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E' stato approvato e presentato il Decreto per lo sviluppo bis 2012 che contiene una serie di misure per cercare di riportare l'Italia sui giusti binari per quel che riguarda l'innovazione e la crescita.

La prima innovazione introdotta per minimizzare l'impatto economico sul Paese è l’applicazione dell’Agenda Digitale che porta all'utilizzo, per ogni cittadino, di un solo documento elettronico che permetterà di rapportarsi direttamente con la pubblica amministrazione e che funzionerà anche come tessera sanitaria; approvate le ricette mediche digitali, il fascicolo universitario elettronico, l’obbligo per la pubblica amministrazione di comunicare via la posta elettronica certificata e di pubblicare online i dati in modo che siano riutilizzabili da tutti.

Approvata la digitalizzazione delle notifiche e delle comunicazioni giudiziarie e aggiornato il piano finanziario per azzerare il divario digitale Nord-Sud per quel che riguarda la banda larga.

E' stata introdotta la definizione di impresa innovativa, startup, per la quale sono stati stanziati, per il primo anno, circa 200 milioni di euro stando alle direttive dell'Unione Europea; verranno dunque applicate detrazioni Irpef su base triennale (2013-2015) per il 19% della somma investita nella startup fino a 500.000 euro pù un’esenzione Ires del 20% sempre legata alla somma relativa all’investimento. Le startup potranno assumere applicando contratti a termine da 3 a 36 mesi, prorogabili a 48, mentre le nuove buste paga saranno esenti dell’1,4% a carico del datore di lavoro.

Per godere delle agevolazioni la startup deve rispettare i seguenti requisiti:
– la maggior parte del capitale sociale e dei diritti di voto deve essere detenuto da persone fisiche e non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o dopo la cessione di azienda o di ramo di azienda;
– la società deve essere costituita e operare da meno di 48 mesi;
– deve avere la sede principale in Italia;
– a partire dal secondo anno di attività non puo' superare i 5 milioni di euro di fatturato;
– non deve distribuire o aver distribuito utili;
– deve sviluppare e proporre prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.

Per favorire gli investimenti in Italia sarà aperto il Desk Italia al quale rivolgersi per chiedere informazioni e aiuti per aprire una azienda di qualsiasi tipo nel nostro Paese.

Chi realizzerà nuove infrastrutture pubbliche-private sarà detassato mentre dall'1 gennaio 2014 commercianti e professionisti dovranno obbligatoriamente usare il bancomat per pagamenti oltre un certo importo; allo stesso modo le amministrazioni pubbliche e gli operatori che gestiscono servizi pubblici sono obbligati ad accettare pagamenti in formato elettronico.

Diventerà obbligatoria la possibilità di firmare il contratto online mentre sarà rinnovato "l'istituto" del tacito rinnovo

Una volta entrato a regime il decreto sviluppo bis impegnerà circa 110 milioni di euro ogni anno.

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