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18 Dec

Elezioni 2013: dopo i risultati ecco cosa succede adesso

dgmag - 26 febbraio 2013
26 febbraio 2013
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Con la situazione di instabilità che si è venuta a creare, c'è il grosso rischio che l'Italia dopo queste elezioni non possa essere governata e i numeri parlano chiaro: il centrosinistra non ha la maggioranza assoluta per governare al Senato e per governare dovrebbe allearsi con il centrodestra o con il Movimento 5 Stelle in un'operazione che potrebbe riservare brutte sorprese.

Grillo ha infatti fatto sapere che il Movimento non accetterà "inciuci", forte anche della posizione numerica di rilievo raggiunta alle elezioni, mentre il centrodestra potrebbe aprirsi al cosidetto "governissimo" ma trovare accordo sulle riforme di base (e non solo) diventerebbe una battaglia continua.

Allearsi con Monti non è la soluzione visto che il numero di seggi raggiunti dall'attuale presidente del Consiglio non è in grado di garantire la governabilità e dunque che succede adesso?

Innanzitutto si apriranno le manovre tecniche e tattiche per permettere alleanze che se saranno difficili porteranno il Capo dello Stato Giorgio Napolitano a dover intervenire per sbrogliare la matassa; matassa che diventa ancora più ingestibile perché a breve scadrà proprio il mandato del presidiente della Repubblica il quale dovrà fare in modo di incaricare una personalità alla quale affidare la creazione del Governo.

Cosa non semplicissima se le coalizioni non si alleeranno e che potrebbe portare allo scioglimento di tutte e due o di una sola Camera per tornare a votare ma cosa non fattibile perché Napolitano, oggi come oggi, si trova nel cosidetto "semestre bianco" che gli impedisce di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni.

L'unica soluzione sarebbe dunque eleggere il nuovo Presidente della Repubblica con la formula della maggioranza qualificata nelle due Camere in seduta unica più i rappresentanti delle regioni, cosa estremamente difficile visto che servirebbe un accordo tra le parti; nel caso in cui non si arrivasse a soluzione il presidente del Senato dovrebbe assumere il ruolo di capo provvisorio dello Stato ma come si potrebbe assegnare questo ruolo al capo di una camera senza una vera maggioranza? Terza soluzione, il ruolo di capo provvisorio dello Stato passerebbe al presidente della Corte Costituzionale.

Ulteriore soluzione, di ancora più difficile praticabilità, l'appoggio bipartisan al governo attualmente reggente di Monti per l'elezione del Presidente della Repubblica e il varo di leggi utili per la gestione della cosa pubblica, tra cui quella elettorale per poi tornare alle urne fra qualche mese.

Il tutto in un mese e con scadenze strettissime per quel che riguarda i rapporti dell'Italia con l'Europa e, diciamolo, anche i rapporti dell'Italia con quello che è rimasto di sé stessa, un'ombra di cio' che era… o forse, solo cio' che è sempre stata.

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