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18 Dec

Elezioni Usa 2012, i sondaggi danno avanti Obama con prudenza

dgmag - 5 novembre 2012
5 novembre 2012
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Mancano ormai poche ore alle elezioni 2012 negli Usa che, funestate dal passaggio su alcune zone dell'uragano Sandy, stanno catalizzando l'attenzione di tutto il mondo per via delle ripercussioni che una scelta piuttosto che un'altra potrebbero avere ovunque.

Barack Obama, presidente in carica, sfida Mitt Romney ma in entrambi i casi la campagna elettorale è stata blanda e sostanzialmente non emozionante e non a caso la stampa americana, Financial Times in testa, non è carina con nessuno dei due pretendenti puntando l'attenzione sulle tante mancanze e i tanti passi falsi legati alle loro dichiarazioni di intenti.

Obama nello specifico viene considerato troppo poco incline a svelarsi per quel che riguarda il debito federale secondo una politica attendista e passiva che porta pochi benefici ma allo stesso tempo se ne elogia la riforma da 787 miliardi di dollari che ha evitato la depressione dell'America e la riforma della sanità.

Il presidente attuale sarebbe inoltre lievemente in vantaggio sullo sfidante e potrebbe contare sulla vittoria negli Stati più importanti ovvero Florida, Virginia e soprattutto Ohio, uno degli Stati più ambiti da tutti per via della sua forte componente evangelica che potrebbe alla fine dei conti spostare l'asse verso Romney, mormone non accettato dagli evangelici ma che potrebbe essere considerato il male minore contro colui che invece è considerato portatore di valori insani come il multiculturalismo.

Obama proprio in questi Stati in bilico ha voluto evidenziare come durante il suo Governo siano aumentati i posti di lavoro e questo potrebbe essere determinante ai fini della vittoria finale mentre al contrario Romney ha puntato tutto sui dati statistici nazionali e in particolare sull'aumento del tasso di disoccupazione dal 7.8% al 7.9%.

Va detto che le previsioni e le rilevazioni sono abbastanza diverse nella sostanza (a darne conto egregiamente è La Stampa) per cui non è detto che il risultato finale sarà quello evidenziato dai polls che tradizionalmente negli Stati Uniti sono una delle più alte forme di intrattenimento possibile e aiutano a superare i momenti di impasse tra un dibattito e l'altro.

In molti sostengono che Romney potrebbe vincere per la gente mentre Obama potrebbe vincere nel Collegio Elettorale esattamente come accadde a George Bush che nel 2000 si ritrovò Presidente senza aver ottenuto la maggioranza dei voti e dunque con un Governo potenzialmente sempre in bilico.

In generale comunque a prescindere dai dati ci si focalizza sul fatto che nè Obama nè Romney nel corso dei comizi hanno puntato l'attenzione sui problemi della gente e del Paese ovvero povertà, immigrazione e ambiente e che a fare la differenza sarà l'appeal de due candidati e l'appoggio a loro dato dai grandi nomi dell'industria e dello spettacolo americano.

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