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Festa della donna 2011: 101 anni ma in Italia le donne sono ancora discriminate

dgmag - 8 marzo 2011
8 marzo 2011
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Come al solito ogni anno si celebra, l’8 marzo, la Festa della donna che divide da sempre chi è a favore e chi è contrario, chi considera tutto semplicemente come una festa consumistica e chi invece la considera un modo per ricordare un evento storico.

In primis vi vogliamo ricordare che nonostante oggi si celebri la donna, secondo i dati Istat sono ancora quasi 7 milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita per un totale del 31,9%; inoltre in Italia secondo Eurostat il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi d’Europa e la percentuale scende ancora nel caso di donne con uno o più figli.

Peggio di noi solo Malta mentre invertono la tendenza le solite Olanda, Belgio, Finlandia ma anche la Francia dove per esempio un secondo figlio non porta le donne a sacrificarsi in termini lavorativi.

La Festa della donna festeggia nel 2011 i suoi 101 anni
ed è legata alla decisione di alcune donne del partito comunista russo che decisero di dedicare l’8 marzo del 1921 alle donne che nel 1917 avevano sfilato contro la tirannia degli zar e per far tornare a casa i loro mariti ancora in guerra; in Italia si iniziò a festeggiare l’8 marzo 1945 e il giorno divenne internazionale quando nel 1977 l’Onu con una risoluzione proclamò una "giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale".

Si pensa sia invece solo leggendaria la storia legata alle 129 operaie morte bruciate in una fabbrica americana e quella relativa alle donne che nel 1857 scatenarono una dura protesta contro la polizia.

I Paesi che riconoscono ufficialmente la festa della donna sono: Albania, Algeria, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bosnia ed Herzegovina, Brasile, Burkina Faso, Camerun, Cina, Cuba, Georgia, Italia, Israele, Laos, Kazakhistan, Kyrgyzstan, Macedonia, Moldova, Mongolia, Montenegro, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Tajikistan, Ucraina, Uzbekistan, Vietnam e Zambia.

Secondo Cia-Confederazione italiana agricoltori oggi si spenderanno nel complesso oltre 90 milioni di euro per l’acquisto di mimose da donare a mamme, fidanzate, colleghe di lavoro e compagne di scuola.

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