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13 Dec

Firenze, trasporti: l’Ataf dà del ‘gran c*****e’ a un utente

Gianfranco Mingione
1 agosto 2013
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Ma lo sa che lei è….? Sui social network va in scena l’ennesima brutta figura di un’operatore pubblico, in questo caso l’Ataf, che gestisce il trasporto cittadino. L’utente “Radiolibera Ventiquattro” riporta sulla pagina Facebook dell’azienda un disservizio vissuto su una delle linee. Il post è scritto in maniera educata, senza offese o voglia di polemizzare, volto a capire il perché di un disservizio. La risposta dell’Ataf arriva e, dopo le prime righe cortesi, crea non pochi problemi visto che l’utente viene offeso in malo modo: “In definitiva, o il reclamo si riferisce ad altra data o il reclamante è, come è molto probabile, un gran coglione.

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha chiesto spiegazioni alla Giunta comunale dell’aspirante segretario del Pd, Matteo Renzi: “Troviamo vergognoso – afferma il consigliere Torselli – e di pessimo gusto il linguaggio usato da Ataf nei confronti di un cittadino che, utilizzando il profilo facebook dell’azienda, aveva segnalato un presunto disservizio” (Fonte La Nazione). Seppure fosse che l’azienda sia nel giusto, non è certo questo il modo migliore per sostenere le proprie ragioni che mandano a farsi benedire manuali e tecniche di comunicazione.

Le scuse dell’azienda. L’Ataf ha pubblicato un comunicato, stavolta non scritto da chi ha dato del coglione all’utente, in cui si scusa per l’accaduto: “Ataf Gestioni comunica che sul proprio profilo facebook, ed in particolare sul post pubblicato alle ore 12:19 in risposta ad una segnalazione del follower “Radiolibera Ventiquattro”, è apparsa una frase dai contenuti volgari e offensivi. La frase è stata già rimossa dal post in questione”. Il comunicato prosegue informando gli utenti che “l’Azienda, proprio a tutela dei propri clienti e della propria organizzazione, ha aperto un’inchiesta interna per accertare l’accaduto, riservandosi ogni iniziativa nei confronti dei responsabili” (Fonte La Nazione).

Ma una vacanza no? Il caldo fa male, è vero, e c’è anche chi sostiene che oltre i 33 gradi le persone inizino a sragionare e notizie così fanno supporre che sia vero. Al di la del caldo c’è da chiedersi quale ufficio stampa abbia assunto l’Ataf, perché quella non è certo la risposta di chi è deputato ad operare nell’ambito delle relazioni con il pubblico, siano esse virtuali come quelle avvenute nell’episodio, siano esse faccia a faccia. E’ il caso che l’addetto stampa, il giornalista o il social media manager o chiunque abbia dato tale risposta si faccia una bella settimana di ferie.

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