0 Shares 9 Views
00:00:00
11 Dec

Genialità e follia hanno lo stesso gene

LaRedazione
1 ottobre 2009
9 Views

Cos’hanno in comune artisti come Monet, De Chirico, Michelangelo e Jackson Pollock? Oltre alla genialità, la depressione, che ha influenzato drasticamente la loro vita e fortuitamente la loro arte.

Molte delle menti geniali che conosciamo sono spesso definite anche per la loro follia, e la scienza ha dato una spiegazione a questa connessione.

La neuregulina-1 (NRG1) sarebbe infatti il gene responsabile del binomio follia-genialità.
In termini scientifici, la NRG1 ed il suo recettore ERBB4 agiscono nei siti di sinapsi inibitoria nel cervello, in parole povere è il gene responsabile della comunicazione tra neuroni nell’area dei processi cognitivi.

Secondo una ricerca effettuata dalla psichiatra Szabolcs Kéri della Semmelwei University in Ungheria, una variante del NRG1 oltre ad essere associata a malattie mentali quali schizofrenia e bipolarità è anche la responsabile di una geniale creatività.

Genio e follia trovano dunque un punto d’incontro, che potrebbe spiegare il perché della tendenza autodistruttiva di geni come Basquiat, Van Gogh e Munch. Il loro cervello, a causa della NRG1, è particolarmente attivo e questo causerebbe il flusso di pensieri ininterrotto, le infinite domande e la continua ricerca di una verità che li porterà alla depressione, alla schizofrenia o alla paranoia.

Lo studio è stato effettuato su un gruppo di volontari mediante test e prelievi del sangue, e coloro nei quali la creatività era più sviluppata era presente proprio il gene NRG1.

Il lato positivo dello studio è che una variante del NRG1, associata alla psicosi, può essere vantaggiosa e collegare i neuroni al punto da sviluppare la creatività in modo… geniale.

Ancora una volta la scienza ha spiegato ciò che la fantasia aveva creato: la figura dell’artista pazzo che grazie alla sua pazzia crea capolavori inestimabili. E’ un prezzo che vale la pena pagare?

Basta guardare l’“Urlo” di Munch, gli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo o la “Colazione sull’erba” di Monet per darsi una risposta.

Vi consigliamo anche