Hai già tutto? Forse ti manca il genoma…

La nuova moda dei miliardari sembra quella di affidarsi ai laboratori genetici.

Se una volta nel portafoglio si tenevano le foto dei famigliari, dell’amante o il ricordo di una bella vacanza, ora spicca la fotografia del genoma.

Per la "modica" cifra di 350.000 mila dollari Dan Stoicescu, 56 anni, ha comprato la sequenza completa del suo codice genetico con cui potrà fare ben poco se non mostrarlo in un momento di noia ad amici e parenti; la scienza genetica è ancora lontana dal poter definire il ruolo di ogni singolo gene e le sue influenze e interazioni per la definizione delle caratteristiche fisiche, del comportamento e dell’insorgere o dell’andamento di possibili malattie.

"Preferisco spendere i miei soldi per il mio codice genetico, piuttosto che comprare una Bentley o un aeroplano", dichiara al New York Times Stoicescu, il secondo uomo al mondo ad avere la soddisfazione di osservare il proprio genoma su carta stampata.

Insorge un nuovo business che secondo molti biologi mette in discussione l’immagine della ricerca genetica, facendola passare come fine per una cura personalizzata anziché la soluzione per malattie che riguardano un gran numero di persone.

Un business però che non riguarda solo i miliardari; digitare “laboratorio genoma” su qualsiasi motore di ricerca, significa trovarsi nell’imbarazzo della scelta fra i diversi “servizi” per l’analisi del Dna, numeri verdi e “listini prezzi”che si possono pagare tramite bonifico bancario, vaglia postale, assegno circolare,contanti e bancomat. Basta decidere il “menù” della giornata.

Sembra infatti che il Dna decida al 50% la felicità di una persona (l’altro 50% spetta al contesto ambientale), la propensione all’altruismo, l’egoismo e perfino la scelta del partito politico; già, perché secondo il ricercatore John Alford della Rice University di Houston (Texas) "politica, religione, energia nucleare, diritti delle minoranze. Le posizioni di ciascuno di noi sono scritte nel nostro Dna e ben radicate nel profondo del nostro cervello. E resistono a qualsiasi argomento della ragione".

Viene quasi da guardare con romanticismo alle chiromanti o veggenti dei Luna Park, la nostalgia della ricerca di noi stessi è finita per una sicura determinazione nello scrutamento delle basi azotate. Una fredda lampadina, qualche arnese del caso, un camice bianco e il gioco è fatto: “Ti dirò chi sei”.