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12 Dec

Hugo Chavez morto a Caracas, è ufficiale l’annuncio

5 marzo 2013
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Dopo essere peggiorato nelle ultime ore, è morto a Caracas Hugo Chavez, presidente del Venezuela e malato di cancro da parecchio tempo; ad annunciare la morte è stato il vicepresidente Nicolas Maduro in diretta televisiva nazionale.

Solo tre giorni prima del suo intervento finale, Chavez ha nominato Maduro come suo successore scelto e proprio Maduro è intervenuto sostenendo che la morte di Chavez potrebbe essere stata pianificata a tavolino e dunque ci si appresta ad indagare tramite una commissione scientifica sulla possibilità che la malattia sia stata provocata da un attacco nemico.

Immediata la replica degli Stati Uniti che parlano di tesi assurda e impossibile.

Durante più di 14 anni di mandato, Chavez ha regolarmente sfidato lo status quo internazionale e interno e nonostante i suoi modi provocatori e prepotenti è stato anche un comunicatore e stratega magistrale che ha ottenuto tanti consensi e sostegno in particolare tra i poveri.

Chavez ha guidato un fallito colpo di stato nel 1992 poi è stato eletto presidente nel 1998 e dopo essere sopravvissuto a un colpo di stato contro la sua presidenza proprio nel 2002 è stato rieletto per altre due volte.

Ha usato la ricchezza di petrolio del suo paese per lanciare programmi sociali relativi alle ricchezze statali alimentari, alle case popolari, agli ospedali gratuiti e ai programmi educativi; la povertà è diminuita durante la presidenza di Chavez con tanto di boom storico degli utili derivanti dal petrolio ma in molti sostengono che non è riuscito a utilizzare i centinaia di miliardi di dollari per sviluppare correttamente l'economia del paese.

Il tassio di povertà è sceso dal 50% all'inizio del suo mandato al 32% nella seconda metà del 2011.

Si è direttamente ispirato al leader cubano Fidel Castro e ha assunto il ruolo del rivoluzionario antagonista principale di Washington specie dopo che Castro ceduto la presidenza al fratello Raul nel 2006.

Una politica, quella di Chavez, macchiata spesso dai rapporti conaltri dittatori e che ha portato molti a considerarlo un dittatore: l'Economist sostiene che il tasso di omicidi sia quasi triplicato e Caracas è il terzo posto più pericoloso del Sudamerica con tanto di ritardi processuali, sovraffollamento, controllo della malavita nelle carceri e introduzione di armi e droga con la complicità della Guardia Naciònal.

Un personaggio ambiguo che qualcuno sostiene abbia portato il Venezuela a condizioni migliori e altri che invece lo ritengono un dittatore ma che in ogni caso ha fatto la storia e che con la sua morte apre alle elezioni, lasciando spazio a volti nuovi ma anche a volti conosciuti che potranno continuarne, o meno, la politica.

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