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14 Dec

Ici e Chiesa cattolica, è polemica dopo la manova Monti

11 dicembre 2011
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Il ritorno sull’Ici varato dal Governo Monti nell’ultima manovra economica ha riacceso la polemica per quel che riguarda il non pagamento della stessa tassa da parte della Chiesa: si parla di violazione dell’articolo 108 del Trattato europeo secondo cui l’esenzione dei beni della Chiesa dal pagamento dell’Ici è uno di quei privilegi ingiusti e anticostituzionali.

In Italia il 20% del patrimonio immobiliare italiano sarebbe in mano alla Chiesa e stando ai dati del 2007 l’esenzione dal pagamento dell’Ici è pari 400 milioni di euro in meno che entrerebbero nelle casse dello Stato ogni anno alleggerendo di fatto gli italiani dal pagamento di tutta la mole di tasse introdotte, sia dirette che soprattutto indirette.

In teoria dovrebbero essere esentati dal pagamento dell’Ici i luoghi di culto e quelli che assistono i bisognosi ma come più volte dimostrato (basta vedere uno dei tanti servizi andati in onda alle Iene) ad essere esentati finiscono anche immobili che la Chiesa utilizza per altri motivi e, spesso, affitta ricavandone un beneficio ancora maggiore.

Il totale dei luoghi appartenenti alla Chiesa e illegalmente esentati dal pagamento delle tasse ammonterebbe a 115.000 immobili, 9.000 scuole e più di 4.000 presidi sanitari di vario tipo.

E se Bagnasco ha aperto alla possibilità di tassare i beni ecclesiastici non adibiti all’uso che li rende esenti secondo la legge, Avvenire ha diffuso una lista che comprende circoli culturali, sedi sindacati ed enti di volontariato laici che non pagano quanto dovuto e che invece dovrebbero pagare se si decidesse di introdurre l’Ici/Imu sui beni della Chiesa.

Il Governo non si è ancora espresso ma la volontà della gente che paga è una sola: far pagare davvero tutti per evitare che i più deboli a livello sociale diventino i veri destinatari di una riforma considerata ingiusta e pesantissima.

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