Il senso della vita in una bara

Si vive e si muore, e c’è un significato, un senso sia per la vita che per la morte: non si può far finta che questa non ci riguardi.

E’ sostanzialmente questo il messaggio lanciato da don Gianluca Santini durante la messa dei bambini, domenica scorsa a Valnogaredo, in Veneto: una celebrazione che, ovviamente, ha fatto scattare mille polemiche.

Il sacerdote ha infatti organizzato la funzione ponendo una bara davanti all’altare, proprio come si fa a un funerale, con la differenza però che all’interno non c’era nessun morto, ma "la vita", come ha spiegato don Gianluca, che ha poi estratto dallo squallore di una cassa di legno la vivacità e il colore di un vaso di fiori.

Ecco allora qual è il senso della morte: la vita.

"Finiremo tutti qua dentro -ha detto nell’omelia- e non si deve riflettere sul valore della vita solo quando si va ad un funerale: dobbiamo farlo ogni giorno".

E non a caso don Gianluca ha scelto proprio la messa di domenica scorsa: in questo giorno la Chiesa proclama il Vangelo della risurrezione di Lazzaro ("Lazzaro, vieni fuori!"), nel quale, tra l’altro, è mostrato il lato umano di Gesù che "scoppiò a piangere" alla notizia dell’amico morto.

Una scelta, quella di questo sacerdote, che non dovrebbe allora far scalpore, ma che dovrebbe seriamente renderci consapevoli tanto del senso della vita quanto di quello della morte.