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13 Dec

La simbologia delle tombe

Gianfranco Mingione
8 agosto 2013
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Chi riposa qui? Non tutti e non sempre passeggiano nei cimiteri un po’ per paura del luogo, un po’ per tenere lontano l’evento più tragico e difficile da accettare della nostra vita. Ma anche perché i nostri cimiteri, a differenza di quelli di altre capitali e città europee, sono situati spesso fuori dalle mura o dal perimetro cittadino. Capita di osservare, soprattutto in quelli monumentali, ma anche in quelli moderni, fregi, sculture e simboli di cui spesso si ignora il significato. Ma anche le tombe dicono molto di chi ha lasciato il mondo dei vivi, fungendo da identikit del defunto…

L’angelo col dito puntato al cielo e l’angelo pensante. C’è differenza tra l’angelo che punta il dito della mano destra al cielo, simbolegginate la speranza dei cari che il defunto vada in cielo, e l’angelo che pensa, il quale esprime i dubbi che i cari nutrono nei confronti dell’assoluzione del congiunto. Gli angeli, in generale, fungono da custodi delle tombe.

Il marmo delle ossa e il bronzo della morte. Il marmo è la materia prima dei cimiteri europei. Se di colore chiaro richiama il colore delle ossa dei morti. Il bronzo, invece, simboleggia l’assenza di luce e la notte, elementi da sempre legati nella nostra cultura alla dipartita.

Qui giace il capo famiglia. Il regno animale, come la natura, sono importanti fonti d’ispirazione e paragone. Ecco che le zampe di felino, quelle del re della foresta, adornano il sepolcro e stanno ad indicare che in quel luogo riposa la persona che si occupava di sostenere la famiglia.

Lapidi raffiguranti la pietà si vedono spesso su tombe risalenti alle guerre, in cui vi è una scultura che descrive la scena della morte e l’angelo o la Madonna, che raccoglie in un sudario il corpo del milite ucciso. Simboleggia la speranza che il defunto sia accolto in Paradiso.

Ghirlande, prati, torce, scale, fiaccole capovolte e colonne spezzate. La ghirlanda rappresenta da sempre la vittoria della vita sulla morte. Le tombe fatte di prati curati, che si osservano maggiormente nel Nord Europa, come in Irlanda, dove nei cimiteri si passa a piedi per raggiungere la propria abitazione, sta a significare che dopo la morte si è tutti uguali, un po’ quello che sosteneva Totò nella sua “Livella”. La torcia o la fiamma indicano la vita eterna, il ricordo e la commemorazione. Le scale indicano che la vita del defunto non è stata facile ma fatta di alti e bassi. Le fiaccole accese ma capovolte, rappresentano la vita che finisce. La colonna spezzata comunica la morte dell’ultimo membro di una grande famiglia o la morte di una giovane vita a differenza di quelle intere, che sono legate alla Chiesa o a Cristo.

[foto: parma.repubblica.it]

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